23/11/09

KAl non è un aggettivo

Stasera a cena giocavamo con gli aggetivi, quelli qualificativi. ci dovevamo descrivere con un aggettivo e poi ciascuno dava una definizione dell'altro. E' bello iniziare un post dicendo stasera giocavamo, non stavamo urlando, imprecando, piangendo, ma giocavamo con gli aggettivi, beh ve l'ho detto che ho un figlio strano... io mi sono descritta come "multifunzione" pensando a quelle stampanti che sono anche fax, scanner, fotocopiatrci e quant'altro: tutto in uno, praticamente paghi uno e prendi 100, in sintesi: un'offerta speciale. Gabriele che sta imparando la difficile arte dello stare al mondo,  ha capito al volo la lezione, mi ha descritta bellissima. Matteo, strano a dirsi, al posto dei soliti e scontati, rompi.., pallosa..., invadente (in fondo sono la mamma di un adolescente) mi  ha definito "dodicenne" che sono ancora qua a capire se è un complimento mi vede giovanile o è un'offesa alla dignità di madre... beh, io lo prendo come un complimento, anche perchè l'adolescente inquieto è qui a correggere gli accenti e gli aposrofi di questa mamma capra che d'italiano non ci capisce un'acca e da quando mi hanno anche tolto il correttore automatico dai post faccio una fatica enorme a scrivere senza errori. Ho l'incubo della maestra dalla penna rossa che corregge orrori grammaticali con 4 vergati a tutta pagina...
Stefano (il marito per chi ancora non ha capito come funziona qua l'ambaradam) mi trova divertente (e dopo l'occhiataccia ha aggiunto quando ne ha voglia)  .... Insomma, concludendo, sono una bellissima, divertente, multifunzione dodicenne, ma se sono tutto questo, io, qua, cosa ci sto a fare?
Ragazze io vado a fare il mormor, si proprio quello che stanno facendo anche Emma (è genio suo), Manuela, Stefania, Donatella, Renata, Valentina, Azzukka, Stefania,  Francesca e Loredana (spero di non aver dimenticato nessuno)... abbiamo messo sui ferri questo nuovo kal, che più della lana ci stimolano le chiacchere che facciamo assieme; più che dei gettati e degli aumenti ci preoccupiamo della salute,sapete ci sono un po' di virus a giro, più di tutto ci piace chiaccherare ed allora perchè negarlo? in fondo kal può voler dire tante cose, anche kiakkerare a lungo se non si conosce bene l'inglese. ed io non lo conobbi.

21/11/09

La scusa

Io, per carattere e per difetto odio le scuse e le giustificazioni. Le scuse inventate, intendo. Quelle che si sente dall'odore che sono scuse belleebuone. Le giustificazioni poi mi mandano in subbuglio. Io ho una suocera che giustifica ogni suo minimo movimento e trova sempre mille scuse al suo comportamento (spesso incolpando gli altri). Se beve, lo giuro, si giustifica dicendo che è caldo, ma dire bevo perchè ho sete e non c'è nessun'altro motivo contingente se non questa sensazione di sete da placare proprio non gli riesce. Lei beve perchè è caldo, perchè c'è un goccio d'acqua nel bicchiere, perchè si deve finire la bottiglia, perchè lo ha detto il dottore... e così per tutto il resto. I bimbi, purtroppo, spesso giustificano il loro comportamento, ed io mi arrabbio. Ci sono cose che si fanno perchè si sente la necessità di farlo (dormire, bere, mangiare, andare in bagno) perchè si ha piacere di farlo (leggere un libro, andare al cinema, ascoltare musica, uscire con gli amici) perchè dobbiamo farle (anche se, onestamente, per il non fare le faccende qualche scusa la inventerei anch'io). Io oggi non stiro perchè ho voglia di scrivere un post e stare al computer.Non è una scusa è la verità. Nuda e cruda. Non ne ho voglia, non lo faccio. Ok lo so  non ci sono giustificazioni per questo comportamento scellerato ed irresponsabile, ma non mi importa.
Comunque stamani quando a Gabriele è stato detto "Gabri leva la tazza dal tavolo" Lui ha risposto "non posso: è radioattiva".
beh io queste scuse, però, le adoro. Gli do un 10 per la fantasia.
Ed ora vado a levare un po' di radioattività da casa e la tazza dal tavolo. Cavolo! il figlio radioattivo e luminescente proprio non lo voglio.

20/11/09

La Feijoa


La Feijoa e per le amiche americane che mi seguono; Pinneapple guavo; (ma quanto sto imparando!) so solo che è un frutto tropicale. Brasiliano per l’esattezza. L’ho assaggiato la prima volta, ragazzina,. a scuola. E’ un sapore che non si dimentica. E’ un odore che resta nella memoria. La Feijoa sa di ananas, di fragola, di pesca, di limone e di mela. Sa di buono. E’ profumo odoroso d’estate. E’ frutta matura. Sono fronde verdi che fanno ombra. Sono foglie giganti di Anturium e Alocasia, è foresta, ma non di castagni o di abeti. E’ foresta tropicale dove gli alberi non sono alberi ma piante molto cresciute.  Ne esiste(va) una pianta allo Zoo di Pistoia vicino alle gabbie dei pappagalli. I frutti sono pronti d’inverno. Quando fuori fa freddo e trovi quest’odore nascosto nella piccola gemma che è il frutto.

Il sapore ancora lo ricordo, ma queste che ho colto (tengo d’occhio la pianta da qualche anno) non sono ancora mature, “stringono” in bocca. Gli manca la nota zuccherina che solo la giusta maturazione conferisce. Hanno comunque l’odore. L’odore della memoria. Io, che non dimentico nulla, ritrovo tutte le Feijoe che ho mangiato nella mia vita. Mi basta questo per ricordare. Un  odore,  un sapore, un suono o un immagine. E tutto è di nuovo presente, nell’attimo stesso che l’ho vissuto.  Oggi rivivo le Feijoe , mi è andata bene. E’ un ricordo piacevole con cui è bello convivere. Oggi.  Domani tornerà qualcos’altro e non avrà questo buon odore.



Con la mia memoria ho  fermato il tempo: ma il tempo non mi può fermare perciò vado avanti. ricordando il passato ogni giorno .

19/11/09

Matteo e la Crema di Broccoli

IO ho un figlio strano, ma strano forte: conosce i congiuntivi ed adora i broccoli. Dei congiuntivi lo abbiamo scoperto tardi, ma dei broccoli ce ne siamo accorti nel 1999 in vacanza in Sardegna, quando  la sera, nel buffet del villaggio, piccolo quanto una spanna si attaccava al vassoio dei broccoli e pezzettino dopo pezzettino ne mangiava in quantità (confesso  visto che stava buono a piluccare broccoli spesso gli mettevo giù il vassoio e che si arraggiangiasse), ah, ovviamente broccoli lessi.
Io non ho mai mangiato i broccoli. Li conoscevo da un punto di vista pratico e produttivo, proprio di coltivazione sul campo, ma il sapore mi era oscuro e sconosciuto. In verità non mangiavo neanche il gorgonzola. Prima.
Poi ho conosciuto la mia amica Giusy che mi ha insegnato a fare la pasta con i broccoli (ora ne ho tutta una mia variante) e così, quando è stagione, a pranzo pasta e broccoli, poichè non sono nè qualificata, nè rinomata, nè sofisticata, io, con i broccoli ci ho fatto penne, anzi le mezze penne perchè quelle avevo.
Poi non so, forse qualche donnina al mercato, non ricordo chi mi ha detto di utilizzare anche il duro del broccolo, di farlo lesso e di mangiarlo condito. Bene l'ho fatto, anzi lo feci, anni orsono. Di una tristezza. Però poi presi quel gambo lesso tagliato a pezzetti e lo buttai nel frullatore (vero è che quando le cose non vengono fuori tanto bene ci sono 2 soluzioni: o si gratinano al forno o si frullano) assieme a del gorgonzola fuso in un poco di latte e ne feci una crema.
Provare per credere come diceva Aiazzone negli anni '80.
DELIZIOSA 
Così ora mentre cuocio i broccolli (i fiorellini verdi per intendersi) i gambi e le foglie si lessano nel loro bel tegamino, poi si frullano, si aggiunge del formaggio ed ecco la cremina.
Oggi, che non avevo il gorgonzola, ci ho messo del camembert (giusto per odore e sapore) del quartirolo e 3 noci che d'inverno danno calorie, frullare il tutto, se è troppo soda aggiungere acqua di cottura o un goccio di latte, e Buon Appettito.
La prossima ricetta che posterò sarà quella dell'Alito di Rana ed al primo  che indovina da dove ho preso la citazione un regalino a sorpresa!



17/11/09

Il chiodo


Si parte con un'idea vista in giro...
Dopo che lo hai disfatto 10 volte pensi che i 169 euri li valeva tutti. Ma sono una donna ostinata e caparbia. Molto presuntuosa. Sono in grado di farlo! E lo finirò: fosse ferragosto!
Si accettano consigli di tutti i generi!

16/11/09

Tradimento B&W (Bianconero)


Black and white fa più chic e meno impressione. Eh si il figliolo "gobbo" è un tradimento del sangue viola ma tant'è che gli piace il bianco nero. (in fondo credo che tutti i bimbi siano stati, in gioventù,  tifosi della vecchia signora) e quindi mettendo pace in queste lotte fraterne ci coltiviamo questa serpe in seno e viviamo contenti...
Contenti, però,  fino al giorno della tragedia! fortunatamente però fra  gli angeli del web la cara amica Rita ha raccolto il mio disperato appello e gli ha inviato di tutto e di più 


Direttamente dal Juventus store! per la gioia del piccolo juventino (che si è messo via pure la borsina)!

E per l'adolescente inquieto:

che non guasta mai!
Il tutto accompagnato da un delizioso biglietto scrapposo bianconero (ESAGERATA!!!) dove ci avvisava che Natale è arrivato in anticipo.
Rita che dire: grazie come amica ed un grazie immenso come mamma.

13/11/09

Kal insieme


E' stato un gioco, un knittare insieme, sono partite Amelia, Emma e Stefania io le ho raggiunte in volata, ed è proprio il  caso di dirlo, superando 1000 difficolta, dal computer con la macchia nera e l'unghia rotta.
Ma nessuna avversità può fermare Granadiriso che quando è dritta, e sopratutto in ferie, si fa prendere dall'entusiasmo e vola con i ferri. Poi il pattern veramente semplice, immediato nella memorizzazione, e la soddisfazione di poter condividere i giri fatti, le maglie raggiunte, con il numero dei figli e di come abbiamo passato la settimana.
Ma vi lascio alle foto, fatte da un figlio scocciato in una giornata uggiosa


Siamo già pronte per il Mormor di Emma.

10/11/09

A.A.A. cuore offresi



Io i carciofi li mangio strano. Mi piacciono fino a questo punto. Poi basta. Avanti un'altro (e meno male che li vendono in mazzi da 25). All'inizio tutti pensano che sia una gentilezza, una sorta di cortesia, un gesto dovuto all'ospite di turno. Poi imparano e quando ci sono i carciofi aspettano che ne spenni un bel po'. Le mie sorelle  mi chiedono "ma dei carciofi mangi sempre solo il fuori? allora aspetto". Una piacevole convivenza, un convivio delizioso. Il cuore di carciofo è spettato, nell'ordine, prima alle sorelle, poi al marito infine  ai figli. Fino a ieri. Quando Lele ha mangiato del suo carciofino bene bene tutto il fuori. Poi lo ha lasciato e ne ha preso un'altro. "ma come, tesoro, non lo mangi?" "non mi piace più mangialo te!" le mamme, si sa, mangiano gli avanzi dei figli i figlio il buono preparato dalla mamma. Ma questo cuore di carciofo ora chi lo mangia????

09/11/09

Bolle di sapone



di nuovo ottobre 2009 a fare questo  organizzato da loro e le foto le ho prese da qui.
Non si cresce facendo le bolle di sapone ed  io ne sono testimone. 
Sono lì nel mezzo da qualche parte a soffiare bolle. ma quale sarò?????


Anni '80

Raccolgo l'invito di Ornella (Tartaruga Folle) per scrivere un post su come eravamo negli anni '80.
Eccomi qua 1980 gita allo zoo di   Pistoia (io sono quella fuori dalla gabbia).  Occhialino alla John Lennon. Ricciolo naturale.



1981 le mie due grandi passioni: leggere e scrivere (se vi interessa so che libro stavo leggendo) e sopratutto so che cosa stavo scrivendo: il mio primo diario, quelli in carta cinese con la copertina in seta e la costolina in finto cuoio. Le pagine leggerissime e decorate.  Mi dispiace pensare che è andato distrutto dalla muffa in cantina: ne aveva di cose da raccontare.... ma forse è meglio così che non ci sia più .... Quanto a leggere sì: comodamente sdraiata in mezzo di strada. Polacchine jeans stretti... ma io questa moda qui la rivedo in giro.

La Bida, è il nome della gatta siamo sempre nei primi mesi del 1981. Da notare l'effetto speciale bolle di sapone. Ci sono sempre nella mia vita. Scoppiano, poi soffi ed eccole di nuovo.
al mare 1982
a fare le bolle. Perchè ovviamente uno va al mare con gli amici ( e che amici) e fa le bolle di sapone sul bagnasciuga...
1983  fu l'anno del cambiamento. In realtà  cambiai l'ultimo dell'anno da freakettona qual'ero, andavo a scuola con vestiti indiani, zoccoli, calzini di lana (che faceva la nonna) e poncho peruviano, tinsi tutto il possibile di nero, l'indiano lo regalai e mi trasformai. Quando tornai a scuola, dopo e vacanze i professori non mi riconobbero.

Periodo nero, nero i vestiti, nero l'uomo che mi stava accanto, nero il trucco.
Viso mortalmente pallido, gli amici del babbo mi chiamavano Morticia. Secca come una acciuga. Nera da portar sfiga. Pettinata come solo io riesco a pettinarmi (elegantemente spettinata). però con il rossetto rosso stavo bene: da riproporre. Il vestito era una mia creazione una rendingote nera con gonna a pieghe sotto. Faceva tanto maestrina.
L'anno della Maturità 1984. Una delle poche foto che ho con i capelli corti.

1987 di nuovo un cambiamento. L'anno dei viaggi. Dei capelli  strani, che mi costò una fortuna farmeli in quella maniera, perchè ero triste e la mia collega mi fissò l'appuntamento da uno dei migliori parrucchieri di Firenze per dare un taglio ai riccioli del passato. Ora mi accorgo che assomigliavo (e neanche tanto vagamente) a Lorella Cuccarini versione mora. Da notare che viaggiavo sempre con la lacca in borsa.

E così  sono passati anche gli anni '80.
Quando andavo al Cinema Universale ed in vespa con gli amici. Sarà che è un sacco di tempo ma io ci ho proprio nostalgia dei  miei anni '80: delle cose che facevo, dei posti dove andavo, delle persone che c'erano e se ne sono andate, erano gli anni dell'Amica del cuore. Sono stati gli anni dell'amore, della maturità, del diventare maggiorenne, dei primi viaggi. E tutti i giorni era una cosa nuova. Erano gli anni di Chernobyl e del muro di berlino. Negli uffici giravano i primi fax e ci sembrava chissàchecosa. Quando andavo in Jugoslavia, per dire che ero arrivata, mandavo un telegramma  a casa. Erano gli anni che quando mi chiamavano portavo il telefono in bagno e parlavo con la schiena appoggiata alla vasca e le sorelle che bussavano perchè volevano o il bagno o il telefono. Erano gli anni che gli amori finivano e non c'era il Dr Stranamore. Erano gli anni che se volevi parlare di nascosto prendevi un gettone e andavi in cabina. Che i ragazzi facevano il militare, ma le donne no.
E ancora 1000 giorni dei miei anni '80 perchè io non dimentico mai.

E se qualcuno si lamenta di queste foto bene  vi dico che dopo di queste ne ho pochissime. Non gli è mai piaciuto farmi le fotografie. Ho qualche diapositiva che non riesco a scannare. Ho foto poi di quando sono arrivati i bimbi. Mie pochissime. Evidentemente sono un brutto soggetto.

01/11/09

KAL e regali


Era tanto che lo volevo fare
Knittare a distanza. Così mi sono aggregata. Io mi aggrego sempre. Quando vedo qualcosa di simpatico non sono timida. Se poi vengo in un qualche modo incoraggiata ecco che allora metto su altra roba sui ferri.
Stavolta è il Forest Canopy, modello che si trova su Ravelry, scelto  da Amelia per questo KAL, in verità ogni scusa è buona per fare due chiacchere o scambiarsi due mail. E quando avremo finito anche per mangiarsi due tortelli nel mugello.
E così sono partita da gregaria dietro a delle professioniste del calibro di Manuela, Emma ,Stefania, Antonella. Però dentro mi sento pirata e sono sicura che riusciro a pedalare in salita.
Ok. criticone, il pezzetto è veramente piccolo ma ho iniziato ieri sera dopo il lavoro, dopo la cena, dopo la distribuzione di medicinali che mi sembrava di essere Florence Nithingale, dopo aver sopravveduto alla preparazione della zucca di Halloween (che se non c'è mamma in questa casa manco si respira!), dopo esermi fatta una sana e bella litigata perchè mi avevano perso il pacco di Marion da NY, dopo che sono stata mandata a letto sgridata come una bimba (giuro lo ha fatto!), dopo che abbiamo avuto il dolcetto dei vice-nonni  (lo sapete vero che abbiamo adottato due nonni) ho tirato fuori da sotto il letto il sacco della lana perchè giusto due settimane fa mi era venuto di comprare anche questa lana ( o forse me l'ha regalata Andrea) per farci uno scialle. Giustappunto!
Ovviamente non è così marorne è più bordò (che volete quest'anno ci ho il pallino del bordò) con deliziose sfumature metalliche.


Ed ora veniamo alla sorpresa di halloween:
non scherzetti, mostriciattoli o ragni terrificanti. Ma un dolce pensiero da un'amica di quelle conosciute, per caso, con il blog. Di quelle che ti entrano nel cuore e non ne escono. Di quelle che ti fanno piacere anche la musica che non hai mai voluto ascoltare prima. Quelle che colmano la tua ignoranza (e sulla musica , sopratutto la classica , sono ignorante). Quelle che scrivono in italiano perchè l'inglese ancora non l'ho imparato.  Un amica di quelle che sono quelle speciali!


Per le curiose: stecca di  cioccolata deliziosa, a tempo fotografata prima che finisse, liquerizia e cioccolata, una matassa di pura meraviglia in  baby alpaca e seta, colore strepitoso e assolutamente da segnare come mio preferito.
Halloween è il giorno delle streghe ma a me il regalo lo ha fatto una fatina buona.
Buona domenica. Buona settimana.

30/10/09

Anteprima



29/10/09

Filastrocca

Filastrocca della lana
Filastocca della lana
salta e gracida la rana
vola e trilla l'uccelino
corre e abbaia il cagnolino
va sul fiore la farfalla
l'anatroccolo sta a galla.

Filastrocca canta canta
la mia lana è ancora tanta
voglio fare una vestina
alla bella mia bambina
due scarpette e due guantini
per le mani ed i piedini.

Fila fila filastrocca
fila fila della rocca
filastocca della lana
la matassa si dipana
il gomitolo si fa
guai se il gatto lo vedrà.

Fillastrocca lenta lenta
la piccina si addormenta
piano piano, piano piano,
con il filo stretto in mano.
(mamma Serena)

Per chi se ne fosse dimenticato.....

24/10/09

Va così....

che quando repari la busta gialla perchè Passione Maglia ha vinto il blog candy  ti emozioni  a vederla sul letto.


Lo fai con un ritardo assurdo perchè tutto è in ritardo in questo periodo.
e le cose si accumulano, si rimandano e non bastano biglietti di scuse e capi cosparsi di cenere.... ci ho messo un mese per spedirla.
(però è già arrivata!)








Poi ti metti in testa un maglione e scopri che il tuo tempo è solo dalle 5 alle 7 allora ti svegli con i camion della coop che scaricano e invece di far finta di niente ti alzi.
fatto come quello che hai visto in giro, un po' di bolle, bello lungo, le maniche a 3/4.

Ci sono impazzita con la rifinitura delle maniche cucite a punto maglia sul tubolare che comunque poi slabbrava lo stesso ed allora ci ho passato un filo a tirare


ed ecco il punto bolle o palle o come si può chiamare



non è di questo colore mattone è bordò

ed ecco il particolare dello scollo

Sciallato ma non esagerato.

E visto che ero a fare le foto ecco due regali che mi hanno fatto...

La lana di Anneli e il sapone di lorelostintheusa  assieme c'erano anche dei marcapunti fatti da lei ma  adesso sono in opera su una maglia, visto che li ho fografati solo con 3 mei di ritardo!



particolare della sfumatura del clore sono tutti toni del viola i miei preferiti!


CAPITA
che vai al mercato e compri una cintura di plastica nera, perchè non si può vivere senza, e poi tenti di metterla, inutilmente, un po' con tutto ma non sta bene con nulla!
Allora la metti li nel sacco delle cose da buttare, perchè è proprio brutta, che si riempie quando facciamo il cambio di stagione.
La butti. In fondo al sacco. Poi la tiri un po' su e ci pensi.... poi ci pensi un'attimo e la metti in alto... poi ti ricordi che Silvana di questi anellini di plastica ne sta usando un sacco e cos' ieri sera, in quella serata isterica, ti prendi un attimo della tua vita e vai a giocare sul lettone sola, con la tua lana, la tua fantasia.... e una cintura di plastica nera.

e ti fai due braccialetti che sono nati così, con slancio  e con amore ... chi la cantava ma Lui e a voi la dedico


23/10/09

Aspettative e delusioni


E' un periodo. Lo so. E i periodi passano, finiscono quando ci si mette un punto. Ed io vorrei metterne uno bello grosso. Un punto punto, non un punto esclamativo che ci mette ironia o un punto di domanda che continui a chiederti mille volte perchè. Vorrei mettere un punto e dire ok, avevo delle aspettative, sono state deluse, ma non per questo ci si deve fermare a piangerci addosso. No! si continua. Fino ad oggi. Oggi no!, sarà la pioggia, sarà che mi fa male la schiena ed ho tanti dolori addosso che mi sento l'influenza alitarmi sul collo, appollaita sul letto come un avvoltoio. Sarà che oggi è più nera del solito. E' nera cupa. E' nera vera. E non ci posso fare niente. Sarà che ci ho messo una settimana a fare il cambio di stagione e sono ancora qui. A girare fra sacchetti e sacchettini, sarà che se non la smettono di urlare inizio ad urlare io. Sarà che io quel figlio lì, il grande, ora proprio non lo capisco, non lo riconosco, non so chi è. C'è un perfetto sconosciuto che gira per casa e sta disteso per ore per terra o sul divano, passa pomeriggi interi a srotolare scotch, sarà che continua a rivolgersi a me chiamandomi "madre" sarà che si dico no, c'è sempre qualcun altro che dice si.
Sarà....
Che ti aspetti una parola di ringraziamento, nulla.
Sarà....
Che....
Sarà....
Che se guardo ci sono un sacco di cose belle. E sono qui a portata di mano. Aspetto che arrivi il sole sarà tutto diverso.
E poi ci sono di nuovo i pocket coffee.
Le buone notizie. Le cose da fare. Ho un maglione da finire, mi imanca proprio poco giusto da fermare i fili e chiudere il collo, si può finire stasera.
E domani porto Lele in piscina .
E poi passerà. Qualsiasi cosa sia. Che se ha un nome non lo voglio sapere. Se è influenza grugnirò un pochino, farò il brodino di pollo che guarisce tutto.
E per tirami un po' su la stracciatella che è l'apoteosi del brodino.
ma stasera no, è una serata no.
 Cucino il Riso triste.


19/10/09

Gli amici

Come si scelgono gli amici? Come si viene scelti dagli amici. Cos'e e come nasce quel legame così particolare che è l'amicizia? Io vado d'istinto. Una persona mi piace " a naso" "a pelo" " a sensazione"  è una sensazione che all'inizio non è pensata ma vissuta. L'amico è una persona con la quale ci stai bene. Punto. Ci stai bene quando hai le tue cose e sei nervosa. Ci stai bene quando devi festeggiare. L'amico è una persona che corre con te, proprio accanto, che quando ti fermi a tirare il fiato si piega con te  e poi ti guarda e poi o si riparte, o ci si ferma o ci si mette a ridere. Perchè mica si sta tanto dietro alle formalità. Non c'è  il dovere dovuto con gli amici, ma il piacere. L'amica ti rimette in mano i ferri da calza che sono una buona terapia, ma ti offre un caffè anche se sei nervosa. Critica le tue sigarette, ma poi tira fuori l'accendino. All'amica gli dici ora riattacco e giù il telefono. Poi la richiami dopo due minuti . Dovevi levare un laniccio con l'aspirapolvere. L'amica conosce i vestiti nel tuo armadio, ti tiene i figli quando non ne puoi più (o ne hai bisogno). L'amico è quello per il quale quando sei lì, a più di 100 km da casa fai una deviazione solo per vederlo. Con gli amici ci vai a fare la spesa, e guai a criticare se nel carrello ci finisce  la nutella. Gli amici sono parte del mio cuore e io sono nel loro.
ma gli amici non si conoscono mica tutti. Ci sono le amiche del blog che non sai se sono bionde o more ma però conosci i compleanni di figli e mariti. Delle amiche del blog non conosci la voce ma senti le loro lacrime che scorrono quando ci sono i giorni tristi  e quelli ancora più tristi. Delle amiche dei blog conosci vizi e capricci; ma conosci anche dolori e preoccupazioni perchè se un giorno raccontiamo una cosa e poi un'altra, e poi un'altra alla fine raccontiamo una vita. Le amiche del blog sono lontane. Ma se la lontananza è solo una condizione mentale  allora le amiche del blog sono vicine, qui con me stasera, e ne sento già qualcuna che tira su col naso e prepara  il fazzoletto. Ce nè una che rimette a posto la cucina, un'altra è  in pigiama dall'ora del tè. C'è chi è solo e fa la calza davanti alla televisione, c'è chi vorrebbe fare da sola la calza davanti alla televisione. C'è chi ha appena finito di lavorare e chi ancora sta lì al computer a fare calcoli, conti, traduzioni. C'è chi fa i conti sul serio. Chi spera nel domani. Chi prepara la borsa per andare. Chi rimboca coperte. C'è chi si sta preparando per andare al lavoro e chi si è alzato da poco. C'è chi sta dall'altra parte e  io non ho ancora capito che ore sono lì da voi. C'è un sacco di gente a giro per i blog stanotte. Tutti raccontano storie. Io racconto la mia. Buona notte. Baci a tutti.

18/10/09

Profumo



Nell'aria di questa mattina fredda. Di questo inverno che ti fa portare i panni in casa la sera che non sono ancora asciutti. Dell'ammorbidente. Del sapone. Un aria che sa di pulito ma non di sole. Profumo. Due gocce di Flora che proprio malaccio non è. Mi regalano profumi che non mi appartengono. Io uso da anni (forse secoli) un solo profumo che ormai non esiste più ed è l'unico profumo che sento mio. Ormai riesco solo a trovarlo nelle rimanenze di qualche  magazzino.  La nuova versione non mi piace.  Zen è un profumo anni '80, ed io sono una ragazza anni '80, è un profumo intimo ed io lo sono. E' il mio profumo e non lo trovo più da nessuna parte!!!

16/10/09

AIUTATE (ME)





Aiuto ho una disgrazia in casa: No, niente di terribile solo che il piccolino è  Juventino e così devo sempre far da paciere in questa lotta tra viola e bianco/neri. tanto si sa Firenze è abituata a queste lotte intestine  di Guelfi e Ghibellini e così l'ultima battaglia ha lasciato sulla terra un ferito, molto ferito, direi quasi un moribondo giàcchè bello e ito. Il braccialetto della Juventus di Gabriele.
Eccccchèè sarà mai direte voi.
Provateci ad entrare in un qualsiasi posto di Firenze e chiedere avete qualcosa della Juventus, se ti  va bene ti danno una bella pedata nel .... e fuori di qui!
Io continuo ancora a cercare in tutti i bar fiorentini ma nel frattempo metto un

DISPERATO APPELLO

a voi donne Piemontesi
a voi tifose Juventine
a voi che mi siete vicine nella disgrazia

che ci fosse mai, tra voi, qualcuna che ha la possibilità di mandarmi anche di seconda mano, e non si richiede l'originale, un braccialettino della Juventus di quelli di acciaio (o come si trova va bene)
E' vero che potrei anche ricorrere a e-bay
E' vero che potrei bastonarlo fino a che non diventa Viola
E' vero che potrei fare finta di nulla

E' vera però una cosa sola che ,mentre piangeva perchè il fratello gli aveva rotto il suo bracciale, mi ha detto: mamma perchè non lo scrivi sul tuo blog che Matteo è cattivo (e casomai ci fosse una tua amica che ne ha uno di quando il suo bambino era piccolo) che mi ha rotto il bracciale Kissà???   (mi sa che si ricorda bene di una in particolare)

Ecco tesoro il post è scritto.
Ho lanciato il sasso vediamo quanti giri fa

14/10/09

Bangles (Bracciali)



Ok, sono in ritardo, ma IO sono in ritardo su tutto, pur arrivando sempre puantuale a tutti gli appuntamenti... (o capitemi questa!)
Un anno fa (ma davvero è già passato un anno? e se è così vuol dire che fra un poco il mio blog compie 2 anni caspiterina!) mi ero persa nell'idea di usare questi perchè Annejeanne mi aveva parlato dei Bangles e la tentazione di farli è stata forte.
Ma si sa: le buone idee partono presto al mattino e o ti svegli con loro o se ne vanno per la  loro strada fino a che non le ritrovi, ferme, impolverate ad aspettarti.
Ho trovato il materiale, ho trovato il pattern mi mancava solo il tempo e la lana giusta


 



e il flacone dell'Ajax che mi facesse da modello.
50 maglie 17 giri rammagliare alla fine
in fondo è più facile di quanto uno non si immagini.
Ah i bracciali li ho comprati nel negozietto a 99 cent fornitore ufficiale delle bischerate!
Si ma ora chi mi ferma più?

12/10/09

Auguri

12 anni fa era domenica
oggi è lunedì
ma sarà sempre il 12 ottobre, nel mio cuore, il giorno del tuo compleanno.
Auguri Matteo
Mamma

09/10/09

Palloncini


Certe volte, ed a certe persone, mi verrebbe da dire "sgonfiatevi" guardate verso il basso lasciate andare l'aria che gonfia la vostra pancia e camminate con i piedi per terra.
Che a guardare per terra si rischiano di trovare:

funghi.

fortuna
 a stare con i piedi ben piantati per terra si guardano le persone negli occhi
e siamo all'altezza del loro sorriso.
le persone con i piedi per terra
le possiamo abbracciare senza sforzo,
aiutarle a portare un peso,
accompagnarle in centro
con le persone con i piedi per terra
ci prendiamo un caffè
anche in una cucina da pulire
e le portiamo nella mostra casa mentre stiamo stirando
e gli chiediamo di aiutarci a piegare i lenzuoli.
Le persone gonfie d'aria
camminano sulla nostra testa
ma non leggono i nostri pensieri
Possono non pestare per terra
ma devono stare attente
comunque
ai rami
al sole
al vento
alla pioggia
a chi sta sopra
perchè c'è sempre
qualcuno che vola più alto

07/10/09

Pensieri

Ci sono tanti pensieri, in quest'inizio d'autunno. Pensieri anche non belli. Sono preoccupazioni per un amio che ha bisogno di cure, che ho visto peggiorare anno dopo anno , per l'adolescente che cresce. Sono preoccupazioni stupide tipo "come riuscire a fare tutto lunedì prossimo che ho solo un'ora di tempo ".
Sono la polvere sul mobile che non mi va d togliere. Sono i panni che devo stirare.  Per questo mi metto a fare perditempo-scacciapensieri che fanno pensare a niente. Perchè qualche volta serve non pensare. Basterebbe riuscirci.

questo è un copri-crocchia (la crocchia è la cipolla, lo chignon, il bun.cover comesidiceininglese) fatto per una piccola ballerina.

è  bastato trovare in casa (una casa di maschi) un elastico rosa sbrillucicante e fiorellato perchè venisse fuori un'idea:
mbs = maglia bassissima
mb  = maglia bassa
ma  = maglia alta
cat = catenella
si fa l'anellino e dentro 12 maglie basse
2° giro:  3 cat, *2 m.a. nella m.b sottostante, 1 m.a.*, finire con 2 m.a. chiudere con 1 mbs nella 3a cat.
3° giro: 5 cat. 1 mb. nella 2a m.a., 5 cat. (saltare 1 m.a)., 1 m.b. terminare non con la chiusura ma proseguendo a spirale per altri 4/5 giri  dal 4à giro in poi la m.b. viene fatta nella 3 cat. ( o in mezzo all'archetto)
NELL'ULTIMO GIRO
si fanno 3 cat,. 1 m.b. prendendo anche l'elastico in modo da fissarlo. Fermare i fili.

un premio a chi riesce a farlo  (uguale) con queste spiegazioni!

05/10/09

L' armadio (della biancheria)



No! non è un armadio: sono 2 scaffali dalla mia parte. Non c’è un ripostiglio in questa casa arredata da un architetto che forse possedeva in tutto 2 matite. 80 mq (più un antibagno, più un "sotto le scale" che sono aperte e fanno da stendino ai miei panni, fanno volume, ma non servono a nulla) In questa casa che, quando l’ho arredata avevo il cervello in vacanza ed il buonsenso a farsi una girata: 1 armadio per 4 persone. Neanche nel più folle degli incubi si può immaginare una stron@ta del genere. Un open-space che in realtà è solo un casino più grande. Una casa arredata col senno del mai. Tutta da rifare, se n’avessi voglia. Da cambiare se n’avessi la possibilità. Una casa bellissima ma non adatta a me, a ciò che sono e che voglio. Amo gli spazi piccoli e raccolti, Piccoli pertugi dove sostare. Amo le alcove sotto le finestre. Le finestre piccole da cui non entra la luce. Ho 40 mq di vetri da pulire più 3 velux. Ho finestre larghe 80 cm che non trovi nemmeno le tende già fatte..
Non ho un armadio per la biancheria.
Non ho un armadio per le mie maglie ed i maglioni.
Non ho posto in questa casa in cui, però, ci posso girare con i pattini.
Vorrei una casa antica, con i pavimenti scoscesi e la graniglia per terra.
Il bagno con la finestra piccola che ci puoi fare la tendina a filet.
Vorrei un portico con il cotto dove mettere una panchina, anche sbilenca, su cui fare la maglia quando non è caldo. Vorrei un caminetto acceso dove arrostire le castagne. Vorrei una stanza chiusa, che fosse mia, dove nascondere i miei sogni.
Vorrei un piccolo pezzo di terra da farci un orto.
Vorrei un lavandino piccolo che ti ci entra appena una mano.
Vorrei le travi che la notte scricchiolano rosicchiate dai tarli.
Vorrei le rondini sotto il tetto a cui buttare le briciole.
Vorrei un parcheggio comodo per non penare, quando arrivo a casa.
Vorrei…
 ma mi basterebbe un armadio per gli asciugamani, le tovaglie, ed i lenzuoli. che sono tutti un casino sul letto e li devo piegare come fossero origami.
Vorrei un architetto, ma di quelli bravi, che mi risistemasse la casa: come serve a me

L'ordine dell'armadio non è proprio il mio MA GLI ASSOMIGLIA!

04/10/09

ULTIMA!!!





 Ormai è appurato sono più lenta di un bradipo, leggo le scritte dietro le lumache, mi hanno doppiata anche le tartarughe e allora che dire: mi fermo ad aspettare. Perché io più veloce di così non posso andare: fisiologicamente sono impreparata all’accelerazione. Ho talmente tante cose per le mani che mi sento un giocoliere, devo resettare in continuazione la testa per fare fronte a tutte le richieste e le saracinesche che prima aprivo e chiudevo con disinvoltura adesso sono tutte arrugginite, fanno fatica, cigolano con rumori sinistri. Quindi prima di skiattare, che l’età può giocare questi brutti scherzi, io rallento costruendomi un mondo a misura della mia velocità e se in questo momento sono a rischio multa per lentezza eccessiva, che dire? Ragazze fate una colletta e pagate la cauzione. Io più veloce, a più cose di così, dietro ad altri impegni NON CE LA POSSO FARE! Alzo bandiera bianca. Dichiaro la resa incondizionata. Famiglia, figli, lavoro, imprevisti avete vinto: mi avete sfiancato. Ora che avete vinto, sono cavoli vostri. Perché io faccio come la lenta tartaruga: vado piano, mi fermo nel campo di lattuga a rosicchiarne un po’ e se capita anche in casa di qualcuno a prendere un caffè.


E’ domenica anche per me!





03/10/09






Probabilità ed imprevisti
La vita non è una partita a Monopoli dove il mazzetto delle probabilità era alto, tanto, uguale agli imprevisti. Puoi andare in prigione, ma puoi anche vincere 1.000 lire. O puoi ripassare dal via, che, male che va, ritiravi le solite 20.000 lire.
No, la vita non è un lancio di dadi e per quante volte tu passi dal via non riscuoti mai: casomai paghi tu. Perché quando torni al via, al capolinea, vuol dire che qualcosa è andato storto e sei dovuta tornare indietro, oppure ci hai ripensato e sei tornata sui tuoi passi per andare altrove. Gli imprevisti sono sempre il mucchio più alto: sono incognite con doppie xx, le probabilità remote.
L’imprevisto è la nonna che è caduta e io ora sono a districarmi fra orari di lavoro (che quando hai qualcuno che ti guarda i bambino sono buoni ) corsi di calcio, spese, feste, giri in giostra e quanto altro occupa 23 ore della mia giornata.
Per questo mi scuso con passione maglia perché in questa settimana ho dovuto essere non flessibile ed elastica ma di più. Ho dovuto cambiare progetti in corso d’opera e fare pericolose inversioni ad U per fare in modo che tutto andasse a posto e a modino.
La Busta gialla è pronta, il pacchetto è fatto mi manca solo da scrivere il biglietto che lo accompagna. Provvederò fra oggi e domani, se non crollerò sul ferro da stiro.
Nonostante l’imprevisto continuo a portare avanti il mio sand per il terribile blog candy di Hallowen.
Nonostante gli chiami imprevisti continuo a credere che la vita me li offre come tante probabilità e pensare che lo siano da un senso a tutto.
Basta crederci.
L’imprevisto può costringerci a cambiare la nostra vita e le nostre abitudini, ma chi ha detto che non sia un bene?
L’imprevisto due anni fa è stato la malattia continuativa di Matteo che mi costringeva a stare chiusa in casa, da questa reclusione forzata la nascita del blog e una meravigliosa opportunità per la mia vita. L’imprevisto, quindi, può essere un’occasione basta non farsela sfuggire!
Ora vado a scavare nei panni da lavare e stirare cercando di tirare fuori le maglie del marito che si lamenta, laverò i pantaloni di “Linus-Lele” che solo quelli pare che abbia. Stirerò le camicie e riappaierò un sacco di calzini, che è cominciata la stagione. Poi dopo, con calma, andrò anche a lavorare.

01/10/09

Ottobre


Da tempo, e tempo, e tempo io associo il mese di ottobre ai remigini: piccoli bimbi con grandi grembiuli e grossi fiocchi. Forse, io, mi ricordo così il primo giorno di scuola, che arrivava dopo aver passato tutto il mese di settembre al mare a Tirrenia, al "Bagno Rosa", dove i miei prendevano in affitto una casetta. Ora chiamarla casetta è sbagliato: quella che toccava a noi aveva una stanza con 5 letti (di cui uno a castello perchè saltavamo dal sopra sul lettone) da una parte, poi c'era un passaggio una specie di corridoio, un vialetto, (da cui gli altri passavano per andare alle loro case,) che dovevamo attraversare perchè  davanti c’era unportico con uno spiazzo dove ci stavano  il tavolo e le seggiole per mangiare. Da un lato di questo spiazzo c’era uno sgabuzzino, che altro non era che il cucinotto. Per andare in bagno , poi, dovevi fare tutto il vialetto. Quindi una casa invece che su più livelli su più strade.  Detto così può sembrare assurdo, ma vi assicuro che a 9/10 anni è una cosa fantastica. Il regno puro del divertimento e della fantasia. Noi non avevamo certo bisogno dei parchi attrezzati per divertirci ci bastava il bagno Rosa e quella strana casa che assomigliava a quella descritta da Sergio Endrigo, si, insomma quella che stava in via dei Matti al n° 0! Che era strana, strana davvero!
Dopo aver passato settembre a scorrazzare in pineta, sulla spiaggia a giocare con gli scarabei, a strisciare le tende per farci lo scoobidou, (questa ve la spiego: davanti alle porte delle cabine c'erano delle tende a strisce di plastica, le antimosca, che ai lati avevano un bordino tondeggiante. Questo bordino, con pazienza ed abilità, veniva sfilato e ci trovavamo con un tondino di plastica da intrecciare per farne braccialetti) a giocare a bottiglia, a nascondino, con la microguida, con le palline che si vincevano le chewing-gum, oppure a guardare il “Mistero della Donna Velata”,   “La baronessa di Carini” e a terrorizzarci con “Belfagor”, ill primo di ottobre iniziava, così all'improvviso  la scuola. Erano le estati prima degli scout. Quando si partiva con la 600 gialla carica all'inverosimile, con sopra il portapacchi colmo di valigie che (all’epoca)  non stavano nei cassoni sopra la macchina,  ma legati con gli elastici e con il nailon che come si arrivava all'Arnaccio doveva essere risistemato. Che non c'era ancora la Fi-Pi-Lissima e si passava per la via Pisana in un susseguirsi di curve e viali di pini da cui si vedevano i bilancieri per pescare. Si partiva il primo di settembre (per il compleanno del babbo) e si tornava in tempo per andare a scuola. Nel frattempo tanti bagni e croccanti di pinoli, sì, in quella specie di casa di Barbie mamma riusciva a fare da mangiare (lasagne comprese) ed il croccante sul piano di marmo del lavandino, che prima bisogna ungere bene con l’olio. Poi il 1° d’ottobre, con i calzini bianchi con i buchi, i sandali giglio blu, le codine d’ordinanza e la cartella cominciava la scuola.
Poi, dopo, da più grande, quando la scuola ha cominciato ad iniziare il 15 di settembre ad ottobre iniziava la stagione delle forche e dei funghi, e quindi ogni volta che andavo a funghi con babbo un giorno prima ed uno dopo ci mettevo una bella forca a Boboli.  Quando ero piccola a funghi andavo sul Falterona, che per chi tanto pratico non è é il monte da dove sorge l’Arno. Per arrivare alla sorgente ci sono due strade
Una con la macchina: si sale su fino al rifugio e dopo 1 o 2 ore di camminata a piedi e sei arrivato, ma, questa l’ho scoperta dopo, quando andavo a dormire al rifugio con gli amici).
 La seconda partiva da giù, molto giù: si prendeva la strada della cartiera fino alla sbarra e poi su, salire per sentieri di mucche fino alla cima. Si attraversavano prati pieni di fragoline di bosco e tanfani (questa ve la spiego: i tanfani non sono altro che tafani piuttosto manfani, sono quelli che ti si infilano dentro e ti pungono fino a farti piangere). Poi al ritorno ci facevamo l’albero di ciliegie o il nocio ( a seconda della stagione)
Oppure andavamo a funghi in Maremma, alla Croce del Pratomagno (che è vicino al falterona ma da un’altra parte), sull’Amiata, all’Abetone nel Pistoiese e nel Senese.
Insomma non passava giorno che non ci fosse una fungaia da visitare. E la scuola? Beh quella per me cominciava a Febbraio perché prima, vi giuro, non avevo tempo per andarci.

Ieri, dopo una mattinata di strilli (Mamma IO voglio andare a scuola) (Mamma perché mi hai portato nel bosco) siamo andati nel bosco e una decina di Porcini li abbiamo trovati. Già mangiati in insalata e le cocolle ( o bubbole, o mazze di tamburo) in padella.
Loro non erano d’accordo, ma io ho scelto d andare nel bosco invece che a scuola e visto che ancora, per poco, comando IO ieri FORCA che se non li faccio divertire io questi figlioli sono seri, seriosi, diligenti e lavoratori come quell’altro pezzo che li ha costruiti assieme a me.

Foto dei posti, dei funghi, della giornata di ieri, del bosco, della natura prossimamente che le ho salvate sull'altro pc ed ora sono stanca, troppo stanca per salire accendere spostare... Buona notte ieri è stata una gran bella camminata.



29/09/09

Va di moda la maglia

ed io che la so fare (???) dico che i maglioni me li faccio da sola!
Perciò compro la lana bordò, che dopo tanto viola mi ispira di più. e parto con un idea in testa....
Ho il modello e l'idea del punto. Ora l'idea del punto è una cosa vaga, che non è detto che mi riesca farlo proprio uguale uguale, però so che quel punto lì, nella mia vita, l'ho già fatto ed allora prendo l'enciclopedia dei punti (che sono solo 400) e inizo, non a fare un campione 20x20,  ma a fare direttamente il maglione. Perchè, (anche  se), ci sono poche certezze nella  mia vita ma la memoria non mi ha mai tradita.
Non era quello il punto.
Non importa disfo e cerco su internet, si, non è l'idea che avevo ma l'effetto mi piace. Vai col dietro.

fatto tutto in un pomeriggio: con i ferri 6,5 ed uno schema semplice si viaggia come treni (più o meno).
Vado a dormire e ci penso, ci rimugino, non ci  dormo. Penso.



Ma  a me questo punto da vecchietto proprio non mi piace. Volevo un'altro effetto. Ci riprovo!
e vai con questo


che è un po' meglio del primo, ma non è ancora la cosa che avevo in mente..
E così mi tocca: andare in soffitta ed anticipare il cambio di stagione per cercare la sciarpa a bolle che avevo fatto l'anno scorso:

ecco l'effetto punto che desidero.. si tratta solo di ritrovarlo fra i 400 punti della maglia .... ma  è facile con il campione sotto mano


ed il punto è questo! lavorato non so perchè ma fa le bolle.
vai sono già ripartita con il dietro, l'effetto è simile all'idea che avevo in testa. Lo spunto l'ho preso da questo sapete in questi giorni sono di vetrine!

28/09/09

Tuttoinsieme

No, non è un nuovo modello condominiale. E' la padellata di verdure che m’insegnò a fare il Conte, quando lavoravo qui. E se vi chiedete cosa ci facessi lì fra le lepri ed i cinghiali ed i filari di vite ve lo spiego: ero un incrocio fra il fattore e la segretaria. Cioè dalle 9 alle 18 facevo il vino, l'olio, mi occupavo dell'agriturismo (e per chi se lo chiedesse avevo 3 interpreti) e, soprattutto, della contabilità; poi, dalle 18 fino a notte fonda la segretaria alla Signora. E' stato un periodo divertente, appassionante, stancante, emozionante. In cui dovetti fare tante scelte e prendere delle decisioni, Dove conobbi un mondo (assurdo) dove i soldi giravano e finivano a palate, poi il tutto è stato venduto all'asta. Era il periodo degli stivali di gomma, dei topi nel pc che non si potevano ammazzare, della mini tutta scassata. Era il 1990. Avevo 25 anni e tutto era emozionante. C'erano i cavalli, gli olivi, la riserva di caccia con i cinghiali, c'erano gli extracomunitari che io riportavo a casa la sera e che mi lasciavano i succhi di frutta nella macchina a mo' di ringraziamento. Era il periodo di corsa, perchè tutto era bello, nuovo, diverso. Era un periodo di libertà assoluta. Era il periodo delle posate d’argento. Delle discussioni su dove lavare gli sparati dello smoking ( e se v’interessa dovrei avere ancora un indirizzo a Londra), degli auguri dei Reali d'Europa che dovetti impararmeli tutti a memoria. C'era il loro parco macchine (un mercedes fuori strada, la buick, la station vagon più un numero imprecisato di fiorini) ma il Conte che, come un bambino, voleva guidare la mia.
Dunque il Conte faceva, ogni tanto, la padellata, il tuttoinsieme, un po' di verdure dell'orto, di stagione, tagliate a dadini e messe in padella, e siccome io ero ospite fissa, perchè ho sempre avuto la tendenza all'adozione, dopo un po' imparai a cucinare la padellata. Poi, siccome ero una bambina, avevo assicurata la colazione, il caffé, i fiori fritti, la panzanella, e pane e marmellata a merenda. Poi ogni tanto, in degustazione, ci stava bene anche un panino e un bicchiere di chianti perchè, in fondo, proprio bambina non ero.
Oggi, (spesso la rifaccio), ci ho messo: cipolla, peperoni, carote, melanzane, fagiolini, zucchine, pomodori. In quest’ordine. Perchè è vero che si chiama tuttoinsieme, ma gli ingredienti vanno messi uno alla volta, con il loro giusto tempo di cottura altrimenti o sono crudi o sono sfatti. E' un piatto semplice ma che ti ci vuole una mattina a starci dietro, e quando lo faccio mi viene in mente quel periodo lì, Quando mi affacciavo dall'ufficio e vedevo le viti. Quando la sera dovevo aspettare a prendere la macchina perché, nel parcheggio, c’era la cinghiala con i cinghialini ed era pericoloso Quando nella pausa pranzo andavo, in questa stagione, a prendere i funghi nel bosco.Quando c'erano un'americana (Jolita), una tedesca (Renata), una francese (Berengèré) ed un'italiana, che si vestiva come Robin Hood e pensava di essere nella foresta di Sherwood.

27/09/09

La mattina





La mattina è un momento strano, è il momento della raccolta dei sogni.
La casa è piena di respiri ma vuota, non ci sono passi, non ci sono urla e schiamazzi, solo respiri. Qualcuno forte, altri talmente leggeri da dubitare che ci siano.
C'è la macchinetta del caffè strinta male che versa metà del contenuto sul gas , ecchè m'importa faccio quella da due e  c'è l'andare in terrazza a prendere il primo caffè della giornata (estate o inverno) per vedere la luce. Perchè ancora dubito sul fatto che ogni mattina sorga il sole.
C'è la vicina di casa in camicia da notte e scarmigliata, specchio riflesso della mia condizione.
C'è il basilico che anela un goccio d'acqua. E l'azalea secca e stecchita.
Ci sono delle briciole ancora in terra.
C'è metà maglione abbandonato sul tappeto che ieri sera mi è venuta l'idea di cambiare motivo e stamani di cambiarlo di nuovo (ma di fare prima un campioncino a me  proprio non viene).
C'è un divano disfatto dove ho passato  metà della notte.
C'è  la televisone accesa che fa rumore, piano.
Ci sono poche macchine che passano per la strada. Ancora la domenica non si è svegliata.
Ci sono cose che dovrei fare e non ne ho voglia, Ci sono cose che avrei voluto fare ma mi sono svegliata tardi e non sono più in tempo. C'è la maratona di "Corri la vita"  in Piazza Santa Croce.
Ci sono delle rughe nuove. Gli impegni che ho sognato stanotte. Ci sono pensieri che volano, devo fissarli sulla carta.
C'è una confusione ordinata, quella  del sabato, della stanchezza: quando ogni cosa è fatica. Quando lasci le cose da fare per andare a lavorare e le ritrovi uguali, pari, pari.
C'è qualcuno che si è svegliato ma non si alza. Un bimbo che si è alzato ma non è sveglio.
C'è la domenica mattina da organizzare, per le prossime che verranno.
Sono le 9 vado a vestirmi. mi tolgo questa camicia da notte che non provoca nessun pensiero impertinente. Metto sul fuoco un'altro caffè. Questa è la mia vita.
Domenica mattina h. 9.

25/09/09

l'oggetto del desiderio

c'è chi rivolge la propria passione verso attori famosi

verso borse glamour, o verso gioielli fantastici.
Io non riesco nemmeno a desiderare un paio di scarpe.
Non ho desideri sfrenati.
O irraggiungibili...
questo fino ad ieri...
Poi, raverlyggiando su ravelry, dove  non capisco una parola d'inglese e quindi neanche sono neanche a conoscenza dell'argomento della discussione ho aperto un link.. ora ci sono delle cose che nella vita non si devono fare: acettare caramelle, aprire la porta a degli sconosciuti o  un link su ravelry:perchè è come aprire la porta sul paese delle meraviglie, ma  proprio sul wonderland... sono giri in giostra, un luna park di colori, di lana, fili, knitter
e alla fine ho trovato questo... questo. un negozio.
Un negozio di lana uno fra tanti. Il classico LYS come dicono le americane che qui in Italia una non ci si riesce neppure ad immaginare cosa sia ma che, grazie a ravelry, ne abbiamo comunque dettagliate fotografie.
dunque, voi lo sapete, io sono una che si accontenta, di gusti semplici e di bocca buona: con una borsa ci faccio più di due stagioni, non sono fashion e non mi interessa. Però con i ferri da calza i needles mi ci è presa una mania, una fissazione bella e buona. Fortuna vuole che in Italia a parte i prym i pony ed ora i Knit picks si trovi poco.. però su internet... ho trovato questo negozio, no, negozio è troppo poco è una galleria d'arte; è un museo ;è la pinacoteca della knitter è Lantern Moon  e nel  loro show room la quintaessenza del minimalismo 




"ebony" nero e argento (se poi è acciaio meglio ancora). 
Hanno il prezzo di un gioiello di Tiffany e forse ancora non sono nemmeno in produzione però io ci sogno sopra di giorno, di notte, ed avrò pazienza perchè a sapere aspettare tutto arriva...

22/09/09

and the winner is... ho estratto il numero.....


La vincicitrice del mio megafavoloso Blogcandycompleanno è.....


Granadiriso


No, non è uno scherzo... è vero: Ho vinto io.. i vostri auguri, le vostre belle parole, i blog che ho visitato e che non conoscevo... quindi ho vinto io perchè è stata una giornata meravigliosa che i vostri commenti hanno reso speciale.

ma torniamo al gioco visto che io ho l'innata propensione a divagare

Dunque ho creato tramite random.org una lista casuale dei 28 nomi
  1. Daniela
  2. Anonimo Alba
  3. Il folletto Paciugo
  4. Eniko
  5. Graziana
  6. Silvana
  7. Di Cuore
  8. Anonimo - Caterina
  9. Amelia
  10. Valentina
  11. Rose di organza
  12. Stefania/Laraenigma
  13. Annamaria
  14. Valetata
  15. Viola26
  16. Ale Creativa
  17. Lorelostintheusa
  18. Stefania (Laraenigma)
  19. Squilibrato
  20. Anonimo - MChiara
  21. Lilla
  22. Passionemaglia
  23. Commento eliminato
  24. Adele
  25. Stria
  26. Anonimo- Betty
  27. Anonimo- Luly
  28. Raggioverde




ho scelto 28 numeri della vera  tombola Napoletana

regalo della Giusy






li ho messi nel bussolotto (che ha un nome tutto particolare)










l'ho agitato ben bene e.....
e......
e......
e......
e......
e......
e......

 e dal bussolotto è uscito il numero 


 
22





perciò la vincitrice è .....

che dopo il .... wow! spero trovi altre parole....

quindi .. perciò... vi ringrazio di cuore, avrei voluto poter dare un regalo a tutte voi e non potendo...
Però, violando ogni regola sul copyright, fregandome delle leggi vi pubblico lo schema dello scialle: siete ragazze in gamba e non avrete difficoltà a farlo.
Un bacio a tutte e all'unico uomo che ha lasciato un commento dico: sei uno spettacolo! leggerti è veramente fuori di testa e come sai per me è un gran complimento!




Oggi



così fanno meno male!
La ribollita o minestra di pane "come la faccio IO"
Occorrono: Cipolla, sedano, carota, porro, cavolo nero, cavolo verza, bietolina, patata, conserva, fagioli cannellini secchi, brodo vegetale
A parte far cuocere i fagioli (dopo che sono stati una notte ammollo). TAGLIARE tutto il resto a fettine e fare un soffritto con cipolla sedano e carota, aggiungere il brodo vegetale e quando bolle aggiungere la patata, il cavolo nero , la verza, la bietolina e far cuocere tutto per 2 ore. Nel frattempo si sono cotti i fagioli: passarne metà con il passapatate ed aggiungere la purea alla minestra e poi anche i fagioli cotti. E far bollire fino a quando non è l'ora di uscire.
Così è la Ribollita.
Se aggiungiamo del pane toscano raffermo tagliato a fette facciamo la minestra di pane .. la lasciamo riposare per un giorno e la riscaldiamo il giorno dopo..

Ritorno a casa

Ritorno a casa
Ribollita - Paella 1 a 0