Ormai è appurato sono più lenta di un bradipo, leggo le scritte dietro le lumache, mi hanno doppiata anche le tartarughe e allora che dire: mi fermo ad aspettare. Perché io più veloce di così non posso andare: fisiologicamente sono impreparata all’accelerazione. Ho talmente tante cose per le mani che mi sento un giocoliere, devo resettare in continuazione la testa per fare fronte a tutte le richieste e le saracinesche che prima aprivo e chiudevo con disinvoltura adesso sono tutte arrugginite, fanno fatica, cigolano con rumori sinistri. Quindi prima di skiattare, che l’età può giocare questi brutti scherzi, io rallento costruendomi un mondo a misura della mia velocità e se in questo momento sono a rischio multa per lentezza eccessiva, che dire? Ragazze fate una colletta e pagate la cauzione. Io più veloce, a più cose di così, dietro ad altri impegni NON CE LA POSSO FARE! Alzo bandiera bianca. Dichiaro la resa incondizionata. Famiglia, figli, lavoro, imprevisti avete vinto: mi avete sfiancato. Ora che avete vinto, sono cavoli vostri. Perché io faccio come la lenta tartaruga: vado piano, mi fermo nel campo di lattuga a rosicchiarne un po’ e se capita anche in casa di qualcuno a prendere un caffè.
E’ domenica anche per me!
03/10/09
Probabilità ed imprevisti
La vita non è una partita a Monopoli dove il mazzetto delle probabilità era alto, tanto, uguale agli imprevisti. Puoi andare in prigione, ma puoi anche vincere 1.000 lire. O puoi ripassare dal via, che, male che va, ritiravi le solite 20.000 lire.
No, la vita non è un lancio di dadi e per quante volte tu passi dal via non riscuoti mai: casomai paghi tu. Perché quando torni al via, al capolinea, vuol dire che qualcosa è andato storto e sei dovuta tornare indietro, oppure ci hai ripensato e sei tornata sui tuoi passi per andare altrove. Gli imprevisti sono sempre il mucchio più alto: sono incognite con doppie xx, le probabilità remote.
L’imprevisto è la nonna che è caduta e io ora sono a districarmi fra orari di lavoro (che quando hai qualcuno che ti guarda i bambino sono buoni ) corsi di calcio, spese, feste, giri in giostra e quanto altro occupa 23 ore della mia giornata.
Per questo mi scuso con passione maglia perché in questa settimana ho dovuto essere non flessibile ed elastica ma di più. Ho dovuto cambiare progetti in corso d’opera e fare pericolose inversioni ad U per fare in modo che tutto andasse a posto e a modino.
La Busta gialla è pronta, il pacchetto è fatto mi manca solo da scrivere il biglietto che lo accompagna. Provvederò fra oggi e domani, se non crollerò sul ferro da stiro.
Nonostante l’imprevisto continuo a portare avanti il mio sand per il terribile blog candy di Hallowen.
Nonostante gli chiami imprevisti continuo a credere che la vita me li offre come tante probabilità e pensare che lo siano da un senso a tutto.
Basta crederci.
L’imprevisto può costringerci a cambiare la nostra vita e le nostre abitudini, ma chi ha detto che non sia un bene?
L’imprevisto due anni fa è stato la malattia continuativa di Matteo che mi costringeva a stare chiusa in casa, da questa reclusione forzata la nascita del blog e una meravigliosa opportunità per la mia vita. L’imprevisto, quindi, può essere un’occasione basta non farsela sfuggire!
Ora vado a scavare nei panni da lavare e stirare cercando di tirare fuori le maglie del marito che si lamenta, laverò i pantaloni di “Linus-Lele” che solo quelli pare che abbia. Stirerò le camicie e riappaierò un sacco di calzini, che è cominciata la stagione. Poi dopo, con calma, andrò anche a lavorare.
Da tempo, e tempo, e tempo io associo il mese di ottobre ai remigini: piccoli bimbi con grandi grembiuli e grossi fiocchi. Forse, io, mi ricordo così il primo giorno di scuola, che arrivava dopo aver passato tutto il mese di settembre al mare a Tirrenia, al "Bagno Rosa", dove i miei prendevano in affitto una casetta. Ora chiamarla casetta è sbagliato: quella che toccava a noi aveva una stanza con 5 letti (di cui uno a castello perchè saltavamo dal sopra sul lettone) da una parte, poi c'era un passaggio una specie di corridoio, un vialetto, (da cui gli altri passavano per andare alle loro case,) che dovevamo attraversare perchè davanti c’era unportico con uno spiazzo dove ci stavano il tavolo e le seggiole per mangiare. Da un lato di questo spiazzo c’era uno sgabuzzino, che altro non era che il cucinotto. Per andare in bagno , poi, dovevi fare tutto il vialetto. Quindi una casa invece che su più livelli su più strade. Detto così può sembrare assurdo, ma vi assicuro che a 9/10 anni è una cosa fantastica. Il regno puro del divertimento e della fantasia. Noi non avevamo certo bisogno dei parchi attrezzati per divertirci ci bastava il bagno Rosa e quella strana casa che assomigliava a quella descritta da Sergio Endrigo, si, insomma quella che stava in via dei Matti al n° 0! Che era strana, strana davvero!
Dopo aver passato settembre a scorrazzare in pineta, sulla spiaggia a giocare con gli scarabei, a strisciare le tende per farci lo scoobidou, (questa ve la spiego: davanti alle porte delle cabine c'erano delle tende a strisce di plastica, le antimosca, che ai lati avevano un bordino tondeggiante. Questo bordino, con pazienza ed abilità, veniva sfilato e ci trovavamo con un tondino di plastica da intrecciare per farne braccialetti) a giocare a bottiglia, a nascondino, con la microguida, con le palline che si vincevano le chewing-gum, oppure a guardare il “Mistero della Donna Velata”, “La baronessa di Carini” e a terrorizzarci con “Belfagor”, ill primo di ottobre iniziava, così all'improvviso la scuola. Erano le estati prima degli scout. Quando si partiva con la 600 gialla carica all'inverosimile, con sopra il portapacchi colmo di valigie che (all’epoca) non stavano nei cassoni sopra la macchina, ma legati con gli elastici e con il nailon che come si arrivava all'Arnaccio doveva essere risistemato. Che non c'era ancora la Fi-Pi-Lissima e si passava per la via Pisana in un susseguirsi di curve e viali di pini da cui si vedevano i bilancieri per pescare. Si partiva il primo di settembre (per il compleanno del babbo) e si tornava in tempo per andare a scuola. Nel frattempo tanti bagni e croccanti di pinoli, sì, in quella specie di casa di Barbie mamma riusciva a fare da mangiare (lasagne comprese) ed il croccante sul piano di marmo del lavandino, che prima bisogna ungere bene con l’olio. Poi il 1° d’ottobre, con i calzini bianchi con i buchi, i sandali giglio blu, le codine d’ordinanza e la cartella cominciava la scuola.
Poi, dopo, da più grande, quando la scuola ha cominciato ad iniziare il 15 di settembre ad ottobre iniziava la stagione delle forche e dei funghi, e quindi ogni volta che andavo a funghi con babbo un giorno prima ed uno dopo ci mettevo una bella forca a Boboli. Quando ero piccola a funghi andavo sul Falterona, che per chi tanto pratico non è é il monte da dove sorge l’Arno. Per arrivare alla sorgente ci sono due strade
Una con la macchina: si sale su fino al rifugio e dopo 1 o 2 ore di camminata a piedi e sei arrivato, ma, questa l’ho scoperta dopo, quando andavo a dormire al rifugio con gli amici).
La seconda partiva da giù, molto giù: si prendeva la strada della cartiera fino alla sbarra e poi su, salire per sentieri di mucche fino alla cima. Si attraversavano prati pieni di fragoline di bosco e tanfani (questa ve la spiego: i tanfani non sono altro che tafani piuttosto manfani, sono quelli che ti si infilano dentro e ti pungono fino a farti piangere). Poi al ritorno ci facevamo l’albero di ciliegie o il nocio ( a seconda della stagione)
Oppure andavamo a funghi in Maremma, alla Croce del Pratomagno (che è vicino al falterona ma da un’altra parte), sull’Amiata, all’Abetone nel Pistoiese e nel Senese.
Insomma non passava giorno che non ci fosse una fungaia da visitare. E la scuola? Beh quella per me cominciava a Febbraio perché prima, vi giuro, non avevo tempo per andarci.
Ieri, dopo una mattinata di strilli (Mamma IO voglio andare a scuola) (Mamma perché mi hai portato nel bosco) siamo andati nel bosco e una decina di Porcini li abbiamo trovati. Già mangiati in insalata e le cocolle ( o bubbole, o mazze di tamburo) in padella.
Loro non erano d’accordo, ma io ho scelto d andare nel bosco invece che a scuola e visto che ancora, per poco, comando IO ieri FORCA che se non li faccio divertire io questi figlioli sono seri, seriosi, diligenti e lavoratori come quell’altro pezzo che li ha costruiti assieme a me.
Foto dei posti, dei funghi, della giornata di ieri, del bosco, della natura prossimamente che le ho salvate sull'altro pc ed ora sono stanca, troppo stanca per salire accendere spostare... Buona notte ieri è stata una gran bella camminata.
ed io che la so fare (???) dico che i maglioni me li faccio da sola!
Perciò compro la lana bordò, che dopo tanto viola mi ispira di più. e parto con un idea in testa....
Ho il modello e l'idea del punto. Ora l'idea del punto è una cosa vaga, che non è detto che mi riesca farlo proprio uguale uguale, però so che quel punto lì, nella mia vita, l'ho già fatto ed allora prendo l'enciclopedia dei punti (che sono solo 400) e inizo, non a fare un campione 20x20, ma a fare direttamente il maglione. Perchè, (anche se), ci sono poche certezze nella mia vita ma la memoria non mi ha mai tradita.
Non era quello il punto.
Non importa disfo e cerco su internet, si, non è l'idea che avevo ma l'effetto mi piace. Vai col dietro.
fatto tutto in un pomeriggio: con i ferri 6,5 ed uno schema semplice si viaggia come treni (più o meno).
Vado a dormire e ci penso, ci rimugino, non ci dormo. Penso.
Ma a me questo punto da vecchietto proprio non mi piace. Volevo un'altro effetto. Ci riprovo!
e vai con questo
che è un po' meglio del primo, ma non è ancora la cosa che avevo in mente..
E così mi tocca: andare in soffitta ed anticipare il cambio di stagione per cercare la sciarpa a bolle che avevo fatto l'anno scorso:
ecco l'effetto punto che desidero.. si tratta solo di ritrovarlo fra i 400 punti della maglia .... ma è facile con il campione sotto mano
ed il punto è questo! lavorato non so perchè ma fa le bolle.
vai sono già ripartita con il dietro, l'effetto è simile all'idea che avevo in testa. Lo spunto l'ho preso da questo sapete in questi giorni sono di vetrine!
No, non è un nuovo modello condominiale. E' la padellata di verdure che m’insegnò a fare il Conte, quando lavoravo qui. E se vi chiedete cosa ci facessi lì fra le lepri ed i cinghiali ed i filari di vite ve lo spiego: ero un incrocio fra il fattore e la segretaria. Cioè dalle 9 alle 18 facevo il vino, l'olio, mi occupavo dell'agriturismo (e per chi se lo chiedesse avevo 3 interpreti) e, soprattutto, della contabilità; poi, dalle 18 fino a notte fonda la segretaria alla Signora. E' stato un periodo divertente, appassionante, stancante, emozionante. In cui dovetti fare tante scelte e prendere delle decisioni, Dove conobbi un mondo (assurdo) dove i soldi giravano e finivano a palate, poi il tutto è stato venduto all'asta. Era il periodo degli stivali di gomma, dei topi nel pc che non si potevano ammazzare, della mini tutta scassata. Era il 1990. Avevo 25 anni e tutto era emozionante. C'erano i cavalli, gli olivi, la riserva di caccia con i cinghiali, c'erano gli extracomunitari che io riportavo a casa la sera e che mi lasciavano i succhi di frutta nella macchina a mo' di ringraziamento. Era il periodo di corsa, perchè tutto era bello, nuovo, diverso. Era un periodo di libertà assoluta. Era il periodo delle posate d’argento. Delle discussioni su dove lavare gli sparati dello smoking ( e se v’interessa dovrei avere ancora un indirizzo a Londra), degli auguri dei Reali d'Europa che dovetti impararmeli tutti a memoria. C'era il loro parco macchine (un mercedes fuori strada, la buick, la station vagon più un numero imprecisato di fiorini) ma il Conte che, come un bambino, voleva guidare la mia.
Dunque il Conte faceva, ogni tanto, la padellata, il tuttoinsieme, un po' di verdure dell'orto, di stagione, tagliate a dadini e messe in padella, e siccome io ero ospite fissa, perchè ho sempre avuto la tendenza all'adozione, dopo un po' imparai a cucinare la padellata. Poi, siccome ero una bambina, avevo assicurata la colazione, il caffé, i fiori fritti, la panzanella, e pane e marmellata a merenda. Poi ogni tanto, in degustazione, ci stava bene anche un panino e un bicchiere di chianti perchè, in fondo, proprio bambina non ero.
Oggi, (spesso la rifaccio), ci ho messo: cipolla, peperoni, carote, melanzane, fagiolini, zucchine, pomodori. In quest’ordine. Perchè è vero che si chiama tuttoinsieme, ma gli ingredienti vanno messi uno alla volta, con il loro giusto tempo di cottura altrimenti o sono crudi o sono sfatti. E' un piatto semplice ma che ti ci vuole una mattina a starci dietro, e quando lo faccio mi viene in mente quel periodo lì, Quando mi affacciavo dall'ufficio e vedevo le viti. Quando la sera dovevo aspettare a prendere la macchina perché, nel parcheggio, c’era la cinghiala con i cinghialini ed era pericoloso Quando nella pausa pranzo andavo, in questa stagione, a prendere i funghi nel bosco.Quando c'erano un'americana (Jolita), una tedesca (Renata), una francese (Berengèré) ed un'italiana, che si vestiva come Robin Hood e pensava di essere nella foresta di Sherwood.
La mattina è un momento strano, è il momento della raccolta dei sogni.
La casa è piena di respiri ma vuota, non ci sono passi, non ci sono urla e schiamazzi, solo respiri. Qualcuno forte, altri talmente leggeri da dubitare che ci siano.
C'è la macchinetta del caffè strinta male che versa metà del contenuto sul gas , ecchè m'importa faccio quella da due e c'è l'andare in terrazza a prendere il primo caffè della giornata (estate o inverno) per vedere la luce. Perchè ancora dubito sul fatto che ogni mattina sorga il sole.
C'è la vicina di casa in camicia da notte e scarmigliata, specchio riflesso della mia condizione.
C'è il basilico che anela un goccio d'acqua. E l'azalea secca e stecchita.
Ci sono delle briciole ancora in terra.
C'è metà maglione abbandonato sul tappeto che ieri sera mi è venuta l'idea di cambiare motivo e stamani di cambiarlo di nuovo (ma di fare prima un campioncino a me proprio non viene).
C'è un divano disfatto dove ho passato metà della notte.
C'è la televisone accesa che fa rumore, piano.
Ci sono poche macchine che passano per la strada. Ancora la domenica non si è svegliata.
Ci sono cose che dovrei fare e non ne ho voglia, Ci sono cose che avrei voluto fare ma mi sono svegliata tardi e non sono più in tempo. C'è la maratona di "Corri la vita" in Piazza Santa Croce.
Ci sono delle rughe nuove. Gli impegni che ho sognato stanotte. Ci sono pensieri che volano, devo fissarli sulla carta.
C'è una confusione ordinata, quella del sabato, della stanchezza: quando ogni cosa è fatica. Quando lasci le cose da fare per andare a lavorare e le ritrovi uguali, pari, pari.
C'è qualcuno che si è svegliato ma non si alza. Un bimbo che si è alzato ma non è sveglio.
C'è la domenica mattina da organizzare, per le prossime che verranno.
Sono le 9 vado a vestirmi. mi tolgo questa camicia da notte che non provoca nessun pensiero impertinente. Metto sul fuoco un'altro caffè. Questa è la mia vita.
Domenica mattina h. 9.
c'è chi rivolge la propria passione verso attori famosi
verso borse glamour, o verso gioielli fantastici.
Io non riesco nemmeno a desiderare un paio di scarpe.
Non ho desideri sfrenati.
O irraggiungibili...
questo fino ad ieri...
Poi, raverlyggiando su ravelry, dove non capisco una parola d'inglese e quindi neanche sono neanche a conoscenza dell'argomento della discussione ho aperto un link.. ora ci sono delle cose che nella vita non si devono fare: acettare caramelle, aprire la porta a degli sconosciuti o un link su ravelry:perchè è come aprire la porta sul paese delle meraviglie, ma proprio sul wonderland... sono giri in giostra, un luna park di colori, di lana, fili, knitter
e alla fine ho trovato questo... questo. un negozio.
Un negozio di lana uno fra tanti. Il classico LYS come dicono le americane che qui in Italia una non ci si riesce neppure ad immaginare cosa sia ma che, grazie a ravelry, ne abbiamo comunque dettagliate fotografie.
dunque, voi lo sapete, io sono una che si accontenta, di gusti semplici e di bocca buona: con una borsa ci faccio più di due stagioni, non sono fashion e non mi interessa. Però con i ferri da calza i needles mi ci è presa una mania, una fissazione bella e buona. Fortuna vuole che in Italia a parte i prym i pony ed ora i Knit picks si trovi poco.. però su internet... ho trovato questo negozio, no, negozio è troppo poco è una galleria d'arte; è un museo ;è la pinacoteca della knitter è Lantern Moon e nel loro show room la quintaessenza del minimalismo
"ebony" nero e argento (se poi è acciaio meglio ancora). Hanno il prezzo di un gioiello di Tiffany e forse ancora non sono nemmeno in produzione però io ci sogno sopra di giorno, di notte, ed avrò pazienza perchè a sapere aspettare tutto arriva...
La vincicitrice del mio megafavoloso Blogcandycompleanno è.....
Granadiriso
No, non è uno scherzo... è vero: Ho vinto io.. i vostri auguri, le vostre belle parole, i blog che ho visitato e che non conoscevo... quindi ho vinto io perchè è stata una giornata meravigliosa che i vostri commenti hanno reso speciale.
ma torniamo al gioco visto che io ho l'innata propensione a divagare
Dunque ho creato tramite random.org una lista casuale dei 28 nomi
che dopo il .... wow! spero trovi altre parole....
quindi .. perciò... vi ringrazio di cuore, avrei voluto poter dare un regalo a tutte voi e non potendo...
Però, violando ogni regola sul copyright, fregandome delle leggi vi pubblico lo schema dello scialle: siete ragazze in gamba e non avrete difficoltà a farlo.
Un bacio a tutte e all'unico uomo che ha lasciato un commento dico: sei uno spettacolo! leggerti è veramente fuori di testa e come sai per me è un gran complimento!
nascerò domani è un giorno migliore....
e domani poi la sorte mi dirà chi fra di voi è la fortunata vincitrice....
L'ordine dei commenti è questo ed il numero è quello che sarà usato per l'estrazione
Lorelostintheusa
Silvana
Daniela
Stefania (Laraenigma)
Squilibrato
Valentina
Annamaria
Lilla
Anonimo - Caterina
Anonimo - MChiara
Graziana
Viola26
Raggioverde
Amelia
commento eliminato
Rose di organza
Stria
Anonimo Alba
Il folletto paciugo
Stefania
Pasionemaglia
Anonimo- Betty
Eniko
Adele
Ale Creativa
Di Cuore
Anonimo Luly
Valetata
L'estrazione domani pomeriggio
ATTENZIONE !!!
Chiuderò i commenti alle ore 13 del 22 settembre
Buona fortuna... intanto vado a farmi il tiramisù delle grandi occasioni....
Edit h. 14 Come vedete ho rimesso in ordine i commenti sono 28 in tutto come da post. Il n 15 è un commento che è stato eliminato dall'autore e ne sono dipiaciuta perciò il n. 15 NON VALE!
non resta che aspettare....
Siete tantissime e non ci speravo... dei complimenti (ed il migliore è essere considerata tutta matta: perchè matta, in effetti, lo sono!) che siete andate oltre il premio ed avete letto ciò che scrivo... GRAZIE!
a questo punto vi aggiorno: lo scialle è stato lavato e fissato con una miriade di spilli ed ora è lì che si asciuga (sole permettendo)
vi metto il particolare del disegno e del bordo
e della maglia scappata.... (birbona!!)
una volta visto così
mi è venuta in mente una poesia letta forse 30 anni fa... e perciò cito a braccio...
Ho visto un bosco d'autunno, o forse l'ho solo immaginato in questa torrida estate. L'ho creato nella mia fantasia e da lì nelle mie mani, con le mie mani, l'ho fatto
PER VOI!!!!
Fiamma d'Autunno i colori dei boschi d'autunno, le sfumature dei rossi, i marroni, le foglie accartocciate, il muschio, i funghi...
poi, si perché no... mi fate tanta compagnia, mi tirate su quando mi sento uno zerbino, mi consolate, mi coccolate, mi incoraggiate, mi date preziosi consigli... ed io? io cosa faccio per Voi? Nulla, spesso neanche rispondo ai vostri commenti, passo a trovarvi ma vi guardo dalla finestra, non lascio mai un messaggio o suono il campanello. Sono maleducata! lo so da sola. Sono strana, me lo dicono tutti ! ed allora questo l'ho fatto per voi. Perché non ho altro modo e parole per dirvi Grazie se non regalando qualcosa di me. Provateci! le regole sono sempre le solite. Mi lasciate un commento ed io il 22 estrarrò a sorte o farò fare alla ruota di Firenze... Dipende da quanta pigrizia ho in corpo...
E se poi il colore non vi piace, perché troppo acceso, bene c'è questo in preparazione per il 31 di ottobre: la notte di Halloween, perché proprio per il 31 ottobre? Perché lavorare questa lana (vi giuro c'è del cachemere dentro) è terribile: è finissima non finisce mai e lavori, lavori,lavori, e sei sempre lì! l'ho doppiata, ho usato i ferri grossi, ho cambiato il pattern (ma tanto non si vede) perché ho usato la maglia diritta, invece che il legaccio (che non mi piace) nel fare lo Shetsoie ed allora visto che l'intenzione era di premiare due di voi ( e purtroppo solo due) lo faccio in 2 tempi perché? Perché fra poco compirò 2 volte 22 anni e questi sono i regali per voi!
Quindi ora si gioca per Fiamma d'Autunno
poi......
con calma....
senza fretta....
per questo
farò un nuovo Gioco-premio....
Per ciò, riassumendo:
Non è proprio un blog candy perché non siete obbligate a taggarmi e fare pubblicità al mio blog (ma se lo fate Grazie!!!)
L'estrazione avverrà il 22 di settembre cioè fra 11 giorni fra tutti quelli che avranno lasciato un commento sotto a questo post.
il premio in palio, ma non è un premio: è un regalo per voi
è
un'abbraccio a tutte e ricordate avete tempo fino al 22 di settembre!
Edit 22 settembre h. 13 chiudo i commenti. Grazie a tutte!
Gianna Nannini domenica Arena di Verona, un modo diverso di festeggiare l'anniversario di matrimonio.
Perchè io quell'uomo lì 23 anni fa l'ho conosciuto e 13 anni fa l'ho sposato. E nessun altro avrebbe avuto la sua pazienza e la sua comprensione per sopportare i mie sbalzi di umore, i miei cambiamenti, i miei essere diversa per ritornare uguale, nessun'altro mi avrebbe completata così, come ha fatto lui con me ed io con lui. Così diversi. Così: io e Lui.
Ora vi racconto una storia, una storia di me, non so da dove cominciare forse dal fatto che oggi sono 11 anni che morta mamma. Ancora fa male scrivere, dire, pronunciare la parola morte. ma così è. Premetto mi dilungherò e perderò il filo del discorso. Cambierò persona tempo e modo 1000 volte in una frase. Scrivo col cuore in mano, quasi fosse una confessione, una pagina di diario. Dunque , forse ho già scritto, che da ragazzina abitavo a Scandicci (poi mi sono trasferita a Firenze ed in mezzo ci ho messo Viale Nenni) lì mamma iniziò con il suo primo negozio di lana, era in via Roma, vicino alla scuola Duca degli Abruzzi e la piazza della Chiesa, fra il negozio della parrucchiera e l'ortofrutta c'era il negozio di Lana della Renza, mia madre lavorava lì. Fino a quando .... Poi, dopo andò a lavorare in Piazza Tanucci e dopo prese un negozio, finalmente suo, in via di Scandicci accanto alla caserma dei carabinieri di legnaia. Da quando è morta mia madre e mio padre si è trasferito con la sua nuova compagna io non torno mai a Scandicci. Chiuso col passato. Oggi, per caso, il marito doveva andare a montare il bauletto allo scooter, è sì che ci serve per giovedì prossimo che andiamo in Piazza Santa Croce a vederci Patti Smith. Il concessionario è a Scandicci. Vicino al negozio che nel frattempo ha cambiato nome e proprietario ma accanto a mutande e camicie da notte continua a vendere la lana. Passando da lì una vocina mi ha detto entra, ma come ho scritto prima ciò che mi fa dolore lo evito, e entrare in quel negozio dolore me ne fa tanto. Dunque questa vocina, che però ascolto sempre, mi ha detto "ENTRA!!" ed era proprio un'imperativo e ci sono entrata con un magone, un tremore... fra l'incredulità del marito che sa che io proprio certe situazioni le evito come il diavolo.. insomma incuriosita dall'espositore ho chiesto se, per caso, avevano i ferri circolari della knit picks... la signora mi guarda, giuro, con la stessa espressione di quando entri in una gioielleria e chiedi un cecio da 10 carati (non mi è mai successo ma mi posso immaginare lo stupore) e mi ha detto no, però ho un set molto costoso... ho trattenuto il fiato ..( solo stamani mi lamentavo con Amelia che domenica ero a Lugo ed a Lugo lei li ha comprati.....) incrociato le dita e con fare molto staccato ho detto "mi faccia vedere" e Lei la signora, ma per un attimo, giuro, mi è sembrato di vedere mamma, da dietro al banco, ha tirato fuori il set Harmony wood sono riuscita a non saltare per l'emozione, a mantenere un certo contegno e comportarmi come se nulla fosse e chiedere, timidamente quanto costa? il fatto di essere con il marito diciamo, spesso, limita i miei, personali, acquisti (anche se, quelle rare volte che usciamo insieme siamo proprio senza ritegno e riusciamo a macinare soldi come degli schiacciasassi) aspettandomi un botto mi sento rispondere 45€... (e basta!!) mi sono morsa la lingua ma non ho esultato come, 45€ senza spese di spedizioni e subito in mano... Ho guardato il marito con gli occhi da cerbiatta carichi di promesse e con la voce più languida che mi è riuscito fare ho detto "Indovina cosa mi regali per il mio compleanno???" Lui, tolto l'impiccio del 21 settembre (giorno dedicato alla ricerca frenetica del regalo) ha detto ok. Ed io, così per caso, per fortuna, per destino, perché guidata, perché è così che va la mia vita. da sempre. Da quando ho scoperto che se lascio fare al caso il caso sa cosa deve fare. Ho. Ho un magnifico set di ferri intercambiabili che non ho il coraggio di aprire la borsa per paura che sia solo un sogno. Ma so che è vero. Perché, io credo. Credo che ci sia qualcosa, qualcuno, che conosce le nostre vite e ci aiuta nelle difficolta. E credo anche che se sei abbastanza generosa con la vita (io un pochino penso di esserlo) e con gli altri ciò che ricevi in cambio e 1000 volte centuplicato. Non pensiate che io dia cosa a chissà chi, non me lo potrei permettere, però regalo il mio tempo che per me è assolutamente gratis, una parola di incoraggiamento, un pocket coffè quando torneranno fuori, un sorriso che non costa niente, un'abbraccio che scalda l'anima, regalo attimi di me. E la vita mi regala attimi preziosi. E magnifiche sorprese.
A proposito questo è l'inidrizzo del negozio:
Sotto Sopra Via Roma, 32 Scandicci Firenze Tel 0552577668
Tiene lane Mondial, Sesia, Filatura di Crosa, Laines du Nord, cotone ed ha un bell'assortimento di ferri.
non te ne fossi mai andata. Sono 11 anni che, da lassù, tu speri che metta la testa a posto, o che per lo meno mi calmi un pochino. Sono 11 anni che io spero, ancora, di sentire il al citofono "chi è?" "io" dove per io eri solo tu. Sono e sembra ieri. Se solo tu, fossi vissuta un'altro po' avresti visto Matteo crescere e Lele arrivare. Ti saresti fatta mettere ADSL solo per vedere i lavori su Ravelry ed avresti imparato ad usare il pc e l'inglese. Saresti venuta con me al knit, forse, se avevi tempo per me. Se... solo se.... Ciao mamma.
Lo dicevo io che a settembre si festeggia..... passata la giornata di ieri, che non è stata una gran bella giornata..... Una profonda amarezza, una gran tristezza.... ma poi... non possiamo sempre e solo soffrire per le scelte di altre persone. Ad un certo punto bisogna tirare fuori le balle e dire OK è quello che vuoi? è questa la tua scelta? questo TI rende felice? Ok l'accetto. Soffro ma accetto. In casa mia si diceva e si dice tutt'ora "per forza'un sì fa nemmeno l'aceto" quindi per forza non si fa niente e nulla. Non mi manca chi mi vuole bene mi manca il suo affetto che è l'affetto più grande... forse ho sbagliato qualcosa in questi 44 anni che Lui non accetta e rifiuta. Non lo so pensavo di essere una buona figlia evidentemente mi sbagliavo.. d'altronde ultimamente non faccio altro che sbagliarmi e chiedere scusa. PUNTO! chiuso il discorso.
Torniamo a me! ho vinto il concorso di Amelia Befana (anche se mi sembrava di giocare al gratta-e-vinci : ti piace vincere facile) perché la mia mente partorì la stessa idea 10 anni fa .. lo so sono sempre all'avanguardia nel mio essere elegantemente retrò.... e così vai con i regali... ne aspetto molti ora... quasi quasi metto la wish list così tanto per togliervi dal'imbarazzo per cosa fare ad una persona così speciale..... vorrei ....
un commento "tiramisù" di quelli che fanno bene all'anima
un'incoraggiamento e tante buone onde
sorprese a non finire
buoni pensieri che ultimamente me ne frullano in testa di neri
la vostra amicizia che, per me, è il regalo più prezioso
un sacco di buoni pensieri a tutte voi.... granadiriso (tuttattaccato) un giorno dritta
Intanto sto preparando il regalo per voi..... ho già il nome "fiamma d'autunno" può essere qualsiasi cosa....
Domani è il primo di settembre. E il grande vecchio compie 70 anni. Domani posso dire che questo agosto è finito. Spero che andando via si porti dietro il caldo, l'afa, la siccità e quant'altro. Ho un idea che mi frulla in testa per Settembre, che è il mese dei 1000 compleanni (siam tutti frutti delle feste di fine anno) fra i quali il mio (PS sono nata nell'equinozio di settembre , la data magica dove si va per boschi in cerca di fate, a danzare con gli elfi...) sono nata il giorno degli Hobbit... insomma sono nata il 22 e siccome 22x2 fa 44 (tanti sono) e 22 è un numero fortunato ho voglia di festeggiare 2 volte. Perché? perché in vita mia non ho mai festato il mio compleanno. Neanche i 18 anni ho festeggiato: che in casa mia erano troppo occupati per stare dietro a me, il mio ex-ragazzo si prese la varicella (si può prendere la varicella per i 18 anni della tua ragazza??? ma dico!!!!) e solo un tipo strano mi regalò una margherita perché mi vide triste.... per i 31 anni ero a Jaipur che dovevo andare a visitare la fabbrica degli zaffiri e mi beccai il virus intestinale e perciò nulla ... per i 38 mi si sposò la sorella: c'era una gran bella torta, un sacco di invitati (fra l'altro tutti parenti) e solo uno mi fece gli auguri!...... per i 40 speravo in una festa a sorpresa (come avevo fatto per i suoi) invece cenetta romantica a lume di candela... ma insomma dico io ma una festa con un bel po' di casino a me non mi tocca mai??? ed allora sapete cosa io da domani inizio a festeggiare i miei 44 anni e farò 22 giorni di follie e se passate di qua così per caso, siete invitati alla mia festa! son follie signori, signorsì, ma si vive una volta sola!
Ovviamente da domani parte il mio 1° blog candy... cosa ci metterò? non so un po' di chiacchiere, un pizzico di magia, un po' di cose fatte da me... piccole cose... tanta follia. Perché , son matta tutta, perché sono bella così... ed io mi piaccio. Con i miei anni, le mie rughette, i vestiti da ragazzina dark e da signora bene... perché son granadiriso "un giorno dritta ed uno rovescia"!
Un rimpianto nella vita (uno fra tanti) non esserci andata.. Ossia tutto ok, permesso avuto poi qualcuno disse a mio padre "come mandi Mirella a quel concerto? son tutti drogati"... e così il permesso fu revocato ed il concerto del 1979, passò. Poi, per la cronaca, il primo concerto che ho visto in vita mia è stato Iggy Pop, come dire cominciai bene.... Quest'anno torna, e no! stavolta non me la perdo, poi non sarà nulla, o sara un'evento, non so, sinceramente, saranno 20 anni che non ascolto più le sue canzoni. Però m'era rimasto quel non so che, quel non esserci andata, quel non averlo fatto (che a volte lascia l'amaro in bocca per secoli) dentro che, insomma devo farlo. Per mettere in pace la mia anima. Non più rimpianti. Il 10 ci vado. Ricomincia una nuova stagione, anche di vita. Perchè ho deciso così. La vita è così piccola (non breve, chè si può vivere intensamente anche un'attimo) ma piccola cosa che stare ad angustiarsi per rimpianti non ha senso. E così, non volendo vivere di rimpianti (caso mai rimorsi) ciò che non ho fatto lo farò. Ci sono delle cose che non rimpiangerò mai nella vita mia: tipo mangiare crostacei , molluschi o sushi. Ci sono delle cose che rimpiango e che provvederò a sistemare (difatto il mio inglese è migliorato negli ultimi 6 mesi) ci sono posti che volevo visitare e mi ci sto organizzando. Insomma ho già sprecato tantissimo tempo e non è che me ne rimanga, in fondo, poi tanto. Cominci a pensare che stai diventando sempre più vecchia.. il compleanno si avvicina quest'anno mi regalo musica e concerti. Quest'anno mi regalo un po' di vita. Ricomicio a vivere, faccio fuori un po' di rimpianti. Il prossimo anno farò fuori un po' di ciarpane ma prima il divertimento!
Ho provato ogni tipo di sostanza (legale) che vendono in farmacia, foss'essa pasticca, bustina, liquido incolore. Ho provato ogni tipo di sostanza naturale di facile reperibilità, dal succo dell'Aloe, ale spremute di limoni ed arance, caschi interi di banane, che mi sono venuti dei peli a mo' di scimmia. Nulla. Faccio docce in continuazione. Vivo in ammollo. Mi vaporizzo con lo spruzzino per stirare i panni. Nulla. Bevo direttamente dalla tanica. Ho il frigo pieno di verdure. Nulla. Vorrei provare qualcosa al limite della legalità per vedere di andare (qualche sostanza dopante) ma già ho il cuore matto per conto suo non importa stuzzicarlo. Non mi resta che aspettare l'autunno. nel frattempo soffro, incredibilmente, il caldo.
di sicuro vanno allo stadio, Matteo ne è testimone... quanto tempo liberò avrò quest'inverno? non mi lamento... amiche, maglia, cinema, librerie, shopping, chiacchere... non mi basterà un campionato!
Ho cresciuto UN rampollo fino all'età da stadio... e l'altro? amica single, bimbo coetaneo: sparito da lunedì... chiamerò chi l'ha visto: è dato per disperso ai giardini... In fondo è vacanza. Solo le cose che piacciono davvero. La vita è troppo piccola per essere egoisti. Poi, ti rendi conto che sono stra-viziati, l'ultima Matteo ha portato a 2 gechi. Ok fai pure, ma in terrazza. Non neghi nulla di ciò che mai ti è stato negato. Ci sono cose importanti, ma il resto è solo un momento. Io sono il nido da cui loro volano fuori, anche se sono piccoli, devono fare le loro esperienze e vivere la loro vita. Anche se ciò mi fa soffrire. Anche se io farei diverso, ma Io sono diversa, da Loro, da Lui, dagli Altri. Parli loro della tua esperienza sperando che ne venga fuori qualcosa ma, come ho sempre sostenuto, le musate vanno battute, forti, sennò non lasciano il segno. Ti piange il cuore, da mamma, ma la vita s'impara vivendo. Non conosco altro modo. I libri mentono. Le persone mentono. In silenzio aspetto, ho riempito di bende il cassetto e di ghiaccio ne è pieno il freezer, ma non serve solo questo per curare le ferite: riempirò sacchi di pazienza da usarsi all'occorrenza e chiuderò gli occhi per non vedere gli errori che fate. Metterò tappi nelle orecchie quando le vostre voci saranno piene dell'indifferente adolescenza. Morderò la lingua per non rispondere con veleno al vostro veleno. E si che di polemiche io vivo. Starò in casa a condividere la vostra solitudine. Vi accompagnerò quando uscirete. Pesterò i piedi nel vedervi andare via e vi darò calci nel sedere per farvi uscire. Lotterò contro la vostra indifferenza ed apatia. Frenerò i vostri entusiasmi. Consolerò amori non corrisposti. Terrò alla larga ragazzine impazienti. vi insegnerò ad amare, e tutte quelle cose lì. Anche se non sarete mai cresciuti abbastanza. Nel frattempo spazzolerò il nido e cucinerò piatti abbondanti, spero per voi e tanti amici. Godrò dei vostri successi come fossero miei e delle vostre esperienze che sono l'essenza della vita mia. In cambio non mi aspetto nulla nemmeno un grazie solo che siate felici. E' troppo desiderare la vostra felicità? La partita della fiorentina comincerà e finirà stasera. la partita della vita deve ancora fischiare il calcio d'inizio. Ho lavato e stirato la divisa, lo spogliatoio è , quasi, in ordine. La cucina è rifornita. Io sono pronta. Aspetto. Manca poco. Si parte. In bocca al lupo ragazzi e che crepi, il lupo!
Lui ha fatto il corso da PMP, e siccome è una cosa americana gli hanno pure dato la Pins da attaccare alla giacca, ed ora ci gestisce tutti. Per le spese abbiamo il budget, per i compiti il plaining, la gestione delle risorse per sapere a chi toccano i figli. Poi si ragiona di come portare la "squadra" verso il risultato, di come motivare le persone [ma io, dopo che ho pulito le persiane, vetri e zanzariere, fatto la pomarola, gestito i due litiganti e lavorato in cassa rapida, (dove, per la legge dei grandi numeri, ci sono un sacco di deficienti) sono immotivabile!] e altre cose che ascolto con l'orecchio di dietro, quello di passaggio, quello che non so di cosa parli e se non smetti di usare un linguaggio alieno mai riuscirò a comprenderti...
non so, se la cosa funzionerà, se andremo avanti ed otterremo dei risultati. Però lui gestisce la famiglia ed io, ora, ho un sacco di tempo per fare altre cose. Lui scrive, progetta, implica aggrega, io sferruzzando mi godo una vacanza, non sono più consulente globale a 360° (più un'altro giro completo), che passa, con incredibile maestria, dal tempo di cottura dell'uovo sodo alla lettura dell'estratto conto per vedere se hanno pagato la nettezza, non mi destreggio più fra la grammatica, la geometria e le crisi adolescenziali, c'è il suo metodo: Io obbedisco!
Che poi nel corso di PMP non abbiamo insegnato a vedere i pidocchi sulla testa dei figli (che secondo me si dovrebbe tenere la foto dell'insetto in bagno per rinfrescarsi la memoria) è un'altro discorso. Che la cucina dopo pranzo vada sparecchiata, è un'altro conto. Che nessun programma gestionale metterà l'acqua in frigo, e nessun CdA la porterà fino in casa se prima non passi dal supermercato, è un dato di fatto. Insomma tutto sommato il suo sistema qualche pecca ce l'ha.. ma non lo dite a Lui che sennò torna tutto sulle spalle mie...
Io, intanto, ridacchiando sotto i baffi, perchè ad essere project manager si studia e ci si diploma ma essere mamma è una dote innata, ho finito uno scialle.
Lui dice muoviti! all'adolescente che del compito non ne vuole sapere io leggo i vostri blog, le vostre vacanze e i vostri lavori.
Ok so che questa pace e questa pacchia presto finiranno: quando si accorgerà che, con abile mossa, ho scaricato tutto addosso a Lui farà un salto indietro a togliersi di dosso tanta responsabilità intanto, sorniona, mi riposo che male, tuttosommato, non mi fa!
Capita, che in una vacanza nervosa succeda qualcosa che ti fa arrabbiare più del dovuto e in un attimo perdi il senso delle cose e la cognizione di esse.. così succede che per dividere i due lestofanti mi trovo a scendere con uno di loro su una cabinovia, e, come al solito carica come un mulo, nel prendere tutto lascio qualcosa... succede poi che chi mette tutto nello zaino, poi, in effetti metta solo le cose sue, succede poi che non ti accorgi di nulla fino a quando, sul letto, in camera, disfi gli zaini e ti rendi conto che quella bellissima felpa (che fra le altre cose era l'unica pesante che avevo) comprata all'Hard Rock Cafè di Amsterdam, adorata da Yuma, è rimasta nella cabina. Allora scatta il nervo, ma non per il valore delle cose, ma per l'impossibilità che spesso abbiamo di fare e goderci le cose, perchè l'adolescente pensa sempre di rompere le scatole al fratello nel suo volere essere "the best of the best", e l'altro, che stinco di santo proprio non è, trova ogni minuto per far rissa, mettici poi la malattia, i pidocchi che rendevano tutto insopportabile, fatto sta che in fondo alla vacanza, una bella agitata di nervi con lanci di scappellotti ci voleva e ci stava.. in fondo basta davvero poco per scattare quando sei sul limite del nervoso... e così per un nulla ci siamo ritrovati ad urlare tutti assieme che le mucche ancora daranno latte agitato... poi chiedi alla Signora se può chiamare la funivia per sapere se hanno trovato la felpa che una mamma, isterica, ha lasciato sulla funivia (the black's jacket with skull spettacolare quanto inglese conosco in caso di bisogno) e se si se ci rimanda il tutto a casa... NOOOO così troppo facile, la Signora chiamerà, se troveranno la felpa la spediranno alla gasthof, e la signora la darà all'altro pensionante, napoletano, che ce la spedirà non appena arrivato in Italia. Troppo complicato a dirsi: meno a farsi perchè tutto questo è successo davvero! La Signora ha chiamato la funivia che gli ha spedito la giacca, il signore napoletano (che si chiama Mario) non appena è arrivato in Italia mi ha fatto un pacco (a sue spese) ed ora è qui sul mio letto, girellona di una felpa... talvolta mi chiedo se è giusto, se mi merito tutta questa bontà nei miei confronti, se sono in grado di ripagare il bene ed il buono che ricevo. io mi ci metto d'impegno nell'essere brava e disponibile e, evidentemente, questo ripaga, alla grande!!!
Non lo dico mai ma oggi mi sento una persona fortunata, sopratutto amata. Come dire un po' di culo nella vita non guasta.. ora vado a lavare la girellona della felpa..
un ultimo pensiero: mai darsi per vinti! c'è sempre un modo basta rompere abbastanza le palle...
Grazie signora, Grazie Mario (prometto gli rimando i soldi per posta, beh son sempre 10 euri!!!) che dite ci aggiungo anche qualcosa per la signora??? uno sciallettino!!!
mi sento così.. non proprio depressa, nemmeno atona, non sono spompata, (merito di tutti gli intrugli che prendo) forse è solo la pressione bassa, il pensiero di fare altre valigie e ripartire, non so... è che mi sento così: vagheggio, con le cose in mano, le prendo , le poso, le sposto... inclocludente, sto aspettando.. che passi, ferragosto il caldo, le vacanze, il partire e ripartire e ripartire ancora.. senza una meta... sto aspettando: il tempo di fermarmi. Il tempo in cui potrò fermarmi, a riflettere, a pensare, a sognare... intando cammino all'ombra di questa casa, che fresca non è. Penso... dovrei spostare la macchina che dopo brucerà di sole, ma ho fatica... Penso che non so cosa fare da mangiare che pensare alla spesa è fatica... penso che ci sono valigie da fare, roba da preparare, e roba, roba, roba, nei pensieri che frullano... roba... penso che ora mi faccio l'ulima frontiera: caffè e ginseng.. poi aspetterò che il cuore si plachi, inquieto come me... mi fermerò un secondo, riprenderò le redini di questa vita che, d'estate, semplicemente passa. Poi verrà l'autunno con le giornate grigie, i pomeriggi piovosi, la notte presto, ma il sole che ancora scalda. Verrà l'autunno e tutto tornerà a posto, le cose sistemate, il tempo giusto per fare le cose... intanto, inquieta, aspetto.
quando avevo 16 anni la facevo perché la mia amica (che faceva la scuola d'estetista) doveva fare pratica..... quando avevo 20 la facevo perché non si poteva vedere....
quando avevo 30 anni la facevo perché così ero più bella
quando avevo 40 anni ho smesso di farla perché dovevo correre dietro ai figli e non avevo tempo
ora che ho .... la faccio solo per me.
perché, non si capiscono, 30 anni di patimenti, sofferenze, deliri, peli incarniti, follicoliti, capillari, vene, bruciature, pinzette, tagli di lametta, irritazioni da creme, e pre, post, durante e oli balsamici, sin epil (da provare: funziona), estetiste, macchinette più o meno dolorose, e cerette liposolubili, idrosolibili, che si scaldano nel microonde per un'improbabile fai da te, e strisce di tela che ci potevi foderare una mummia.... e strisce termoadesive e palline di zucchero come fanno nell'hamman.... e pelli di squalo, carta abrasiva, che ti propongono sempre alla fiera che ti speluzzano quel pezzo di braccio... e lozioni miracolose che non li fanno crescere più. Ed ancora, trattamenti laser, aghi elettrici, e pinzette elettrostimolate, che te li fanno pagare con il finanziamento che se non hai il fido ti tieni il pelo.
ma chi ha detto che le donne devono essere senza peli?
mi sono sempre chiesta dove finiscono le stelle che cadono? L'arcobaleno si sa: in fondo c'è sempre lo gnomo con la sua pentola d'oro, che giro sempre come una pazza per cercare dove finisce, per trovare lo gnomo ed il suo tesoro. Ma le stelle cadenti? finiscono forse in mare? sul nevaio in montagna? sì! le ho viste! si frammentano in tante piccole schegge che poi brillano, eccome! sul Gloss riluccicano, ti rimangono appiccicate alle dita come scagliuzze d'oro che poi sai che oro non è. Non sono una persona luccicosa, (non porto nemmeno la fede), ma le scaglie di pietra che restano appiccicate addosso quando vai su in montagna sono un'altro tesoro, che mi ci farei un vestito, come quello delle principesse delle favole, che sventoli di vento di montagna, del colore del cielo turchino, della nuvola bassa, del freddo e del sole, che fruscichi come un torrente e rida come l'acqua che scorre.
Stasera però vedrò le stelle da qui e saranno piene di luci di case, e per questo brileranno poco, ma saranno piene di desideri e di sogni che volano e poi, nel cielo, s'infrangono.
Ti alzi al mattino e sai che è lì, proprio sopra il tuo capo, neanche tanto nascosta.. sai che stai per cedere, per venire giù per capitolare... troppo, troppo, troppo,,,, mai visto una tonsilla così quasi che l'aria di montagna alimenti la febbre, i pidocchi, perchè sissignori di pidocchi si tratta, con questo frescolino sono tutti ringalluzziti e saltellano di testa in testa e le due bestie non fanno altro che litigare.. quasi non gli do la tachipirina perchè con 39,7 di febbre, perlomeno, sta zitto!...
Insomma stamani, o forse ha iniziato a cedere stanotte quando il termometro ha suonato 39,4 per l'ennesima volta, la valanga l'ho sentita precipitare, piano dentro di me, un fiume in piena come quello che stravolge gli argini e fa franare le strade, però che fare, stringi i denti, abbassi la testa e spingi forte l'aria fuori, che mandi via anche tutto questo... e parti perchè stamani è gita grande Il Glossclokner i 3.000, mica barzellette, vabbè che quest'anno possiamo solo salire e scendere dalle seggiovie ma volete l'aria che si respira lassù?? ècche, lo so: son monotona, lassù sto bene è come se i problemi, e preoccupazioni non arrivvassero, i dubbi si rarefanno, proprio come l'aria, e tutto è così meravigliosamente chiaro... anche troppo riesci a capire cose e .... schiarirti le idee e forse l'idea che ti è venuta è balzana e riesce a farti sorridere, un pochino... forse lassù tirava talmente tanto vento che si è portato via anche i brutti e cattivi pensieri..
poi vedi i falchi. i cerbiatti che saltellano di fianco all'autostrada, poi vedi la genziana di Gluck, poi vedi i ghiacciai, poi i monti e respiri la loro aria e forse, per un momento, la valanga è stata solo una palla di neve.
No, non è una figlia abbandonata e ritrovata, neanche un'amante non troppo nascosta, e purtroppo, nemmeno il nome della baby sitter. Chiara è la voce del nostro navigatore, che dopo aver provato tutte le voci dei comici di Zelig, u'guaglione napoletano, la toscana che'un sè capito diccheè parte la fosse, er romano che un se' po' sentì, la Selene che distraeva il guidatore, il Roberto che distraeva la mamma, insomma dopo aver passato 3 giorni a cambiare la voce abbiamo trovato La Chiara, che ha un intonazione a mezzo fra una professoressa di italiano ed un'anonima impiegata, non genera squilibri ormonali, non turba l'equilibrio che un altro maschio lo volo dal viadotto, e senza troppi indugi ci porta a destinazione... Ora la destinazione è sempre un po' vaga: primo perchè è in cima al monte ed ancora il satellite non prende bene, secondo, come tutti i navigatori se la strada è interrotta, franata, o gli hanno cambiato senso un po' di problemi li hanno.... Comunque la Chiara, come usciamo di casa, ci vuole sempre fare andare a sinistra per prendere l'autostrada, poi quando siamo sull'autostrada comincia (a tutti gli svincoli) a dire "poco più avanti tenere la sinistra, poi prendere l'autostrada..." risolto che a questo la Chiara ancora non c'è arrivata noi andiamo per le nostre mete. Ora le città austriache sul navigatore sono scritte con quella doppia ss strana, che assomiglia un po' alla B che non trovo sulla tastiera, che non so come si chiama, sulla cartina della Carinzia Card invece sono scritte con la doppia ss perciò ci troviamo sempre a chiamare un posto Schlosse, che sul navigatore appare scritto Schlosse (ma con quella strana lettera) e chi lo legge (l'altro) non capisce, così perdiamo ore a discutere se sia o no il solito posto....
Comunque ss italiane o austriache che siano, siamo riusciti anche oggi a fare un giretto nei dintorni piccolo piccolo perchè la febbre di Matto è altissima... staremo a vedere.... anche dove ci porterà domani la Chiara.
Provatevi a svegliarvi con il caffè austriaco: una sorta di brodaglia marroncina (buona in verità) che se ne bevi 2 litri hai preso la caffeina di un pocket coffè (comincio a capire il perchè della mia tanta pipì) che se chiedi un'espresso al bar, a parte che costa più della birra, ti rifilano la solita brodaglia però in una tazzina più piccola....
Allora ho comprato il nescafè, ma quello bellino, in bustine singole, che avevamo già sperimentato ad Amsterdam, viene fuori un caffè da macchinetta, come quella del lavoro, niente a che fare con il caffè di casa... (a proposito quando torno mi faccio una dose di caffeina dovessi girare tutta la città per trovare un bar aperto...) ma sicuramente migliore di quelli loro.
Ah un'altra cosa dell'Austria: se pensate di venire da queste parti, e volete fare un picnic, portatevi piatti/bicchieri/posate di plastica, primo perchè si trovano con difficoltà, secondo perchè 10 cucchiani costano quanto un servizio d'argento, comprese le posate da portata ed i mestoli, sarà per la loro vena ecologica e riciclona, ma non pensate di usare l'usa e getta da queste parti che vi guardano torvo....
ora vado a Villach, c'è un centro commerciale ed un negozio che si chiama filati... io ci filo dentro!
Siamo fermi per colpa della pioggia, della febbre, del brutto tempo che ferma le seggiovie e fa franare le strade...
Rifugiati nei musei, chi gode di salute, nascosto sotto una montagna di piumini austriaci, il febbricitante, ed io a vegliare, a coordinare a cercare di mantenere l'equilibrio in questa stanza dove convivono tante, forti pressioni.
Meno male che c'è la tecnologia.
Ho voglia di un te? Bollitore, devo scaldare il latte? microonde, il ghiaccio per il febbriciattolo? nel frigo e questa è solo la tecnologia domestica, poi c'è quella tecnologica: il piccolo laptop che ci permette di scaricare la memoria della macchina fotografica e di postare le foto, di andare su internet per passare questo pomeriggio interminabile scandito dal suono del termometro. Poi abbiamo il nintendo per sfide domestiche a mariokart (si sa: son maschi!!) ed ancora sul web a cercare lo schema delle presine che mi son portata dietro un cotone arancione e verde che a parte presine ci faccio ben poco... Insomma ho tutto in una stanza. Un po' strettino, buttato all'aria, incasinato. Con il malato che viene spostato di letto in letto, a seconda di come apriamo le finestre, perchè non prenda freddo. Con il pc che per funzionare deve stare in terrazza e mi ci vuole il giubbotto pesante... "ma a cosa vuoi che serva (mi è stato chiesto il giorno prima di partire)... a cose serve? a chattolare in terrazza che fa un freddo boia" e così, visto che con il vicino di stanza non si ragiona che a parte "mogen" la mattina non capisco nulla, con la signora ragioniamo in un inglese che di anglosassone non ha nemmeno l'apparenza, mi ritrovo con un sacco di cose da dire a voi... ed in tanto, a puntate, a spizzichi e bocconi ci guardiamo questo film su you tube.. mi piacerebbe vederlo intero una volta a casa...